Avendo saltato l'ottavo appuntamento con il
Vino dei blogger non potevo anche saltare la nona edizione, lanciata dal
Maiale Ubriaco.
Il tema è: "Ricordo ed Emozione": "
Parlateci quindi di un vino che vi ha emozionato, entusiasmato, di un vino che è legato ad un ricordo particolare, ad una persona, ad una situazione, ad un luogo".
In realtà ogni volta che assaggio un gran vino c'è sempre una grande emozione, ma in questi giorni di caldo mi piace ricordare un grande vino che mi lasciò una grande emozione.
Partiamo dall'inizio:
Vinitaly 2006, ormai ultime ore di permanenza alla fiera veronese con la giornata che si sta concludendo, piedi gonfi, lingua allappata, desiderio vinicolo prossimo a zero, ma non ho ancora fatto un salto allo stand della
Lombardia, la mia regione.
E poi voglio assolutamente andare allo stand di
Ar.pe.pe. di cui mi hanno parlato un gran bene.
Allo stand incontro
Isabella che mi chiede con gentilezza se voglio assaggiare un vino in particolare o spaziare sull'intera gamma.
I numerosi assaggi precedenti mi dicono solo 1 o 2 vini, ma Isabella è gentile ed io adoro il Nebbiolo.

E così cominciamo ad assaggiare i vini: Sassella Stella Retica 1998, Pettirosso 1997 (entrambi buoni e mi stupisco che il mio palato apprezzi ancora) ed un
terzo vino: colore tenue, avvicinandolo al naso sento qualcosa di bello, ma che svanisce velocemente (o meglio sono i miei sensi che ormai non percepiscono quasi nulla).
Assaggio. Roteo nella bocca e deglutisco un piccolo sorso. Piacevole e leggero.
Beh è fatta, l'idea è di ringraziare Isabella ed andare, ma in bocca sento un retrogusto piacevole ed ho l'impressione che la bocca si stia ripulendo degli assaggi della giornata.
Merito dell'ultimo vino?
Resta solo da riassaggiarlo, ma stavolta con più attenzione.
Al naso non lo trovo tenue, ma elegante, sembra un pinot nero di gran livello, in bocca è proprio fresco, bevibile, ma con una complessità gustativa notevole, lunghissimo.
E' quasi un peccato deglutirlo, ma anche lì ti colpisce, perchè senti una forza non aggressiva che rimane e si ripropone respirando. Il pensiero va naturalmente alla roccia di montagna, pura e dura.
Resto seduto con Isabella che mi guarda come dire "mi sa che hai capito che vino è"...
Una vera emozione, il mio primo incontro con il
Sassella Riserva Rocce Rosse 1996.
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