Festival del Vino di Qualità, come rendere un banco d'assaggio più vicino alla gente
Ricorderete il recente punto di vista di Angelo Gaja su molti degli eventi del vino che si consumano ogni anno in Italia: “…il vino è bevanda alcolica, non è accettabile che si insegni a berlo per strada” e sul fatto che ce ne siano troppi.Sono uno dei primi a dargli ragione. Ma allora perchè mi sono impelagato in un evento simile?
Per una serie di ragioni:
1° la città in cui vivo, San Donato Mil.se, subisce l'attrazione di Milano ed è più difficile di altre città creare una coscienza collettiva cittadina. Da anni le amministrazioni cittadine hanno lanciato una serie di iniziative, chiamate "Abitare la città" con l'obiettivo di creare una serie di eventi che coinvolgesse la cittadinanza. Il Festival del vino è uno di questi.
2° Perchè non si è voluto fare un evento rivolto solo agli operatori specializzati, ma in particolare a chi comincia a conoscere il vino da poco, creando una serie di eventi collaterali che aiutassero la formazione degli stessi partecipanti (mini-corsi di degustazione, dibattito sulla sostenibilità, mostre d'arte, concerti jazz, eccetera).
In pratica fare vivere il vino non solo come un piacere immediato e diretto, ma da conoscere in profondità con tutti i suoi pregi ed anche i suoi limiti.
Ovviamente tra i vini in degustazione (quasi 200 etichette) non ci saranno i vini di Angelo Gaja o di altri grandissimi del vino italiano, ma tante etichette comuni di produttori grandi e piccoli.
Ma che fatica!!!
Capisco ancora meglio il buon Filippo Ronco di Terroir Vino che ogni anno organizza un banco d'assaggio di alto livello qualitativo, con tutti i problemi connessi.
Però ci stiamo anche divertendo, e visto che solitamente analizzo il sito degli altri eventi, ditemi cosa pensate di quello che abbiamo creato per l'occasione: www.sandonatoexpo.com
Ovviamente, se il 29 e 30 Novembre se siete dalle parti di Milano venite a trovarci.
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