lunedì 28 aprile 2008

Comunicare il vino con un concorso letterario

Negli ultimi anni sono nati molti concorsi letterari collegati al vino. Uno dei più famosi è quello di Santa Margherita, di cui avevamo già parlato.

Ma questa volta ci piace parlare del concorso “I GIORNI DEL VINO E DELLE ROSE”, organizzato dall'azienda vinicola Villa Petriolo di Cerreto Guidi (FI) .

Perchè ci piace? Perchè basta leggere la descrizione del Concorso per capire che dietro c'è una grande passione per il vino. Non solo passione di comunicarlo, ma anche la voglia di scoprire lati inaspettati dell'essere umano, che il vino può portare alla luce.

Quando avete un bicchiere di vino in mano, vi perdete in pensieri e ricordi? Forse avete la vena creativa per partecipare. Affrettatevi però, gli scritti devono pervenire entro il 30 giugno 2008.

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lunedì 21 aprile 2008

Promozione territoriale: il caso vinipiacentini.net

Si parla spesso di promozione territoriale, intendendo la capacità di far conoscere un territorio, i suoi punti di forza e le sue peculiarità.

Un caso interessante si trova online, con il sito vinipiacentini.net.

Non è solo un sito dedicato ai vini di questa zona, ma un continuo aggiornamento su tutto quello che accade nel mondo vino di questa provincia.

Dalla presentazione delle aziende, suddivise per sottozona (Val Tidone, Val d'Arda, Val Trebbia, Val nure) alla descrizione dei vini e dei vigneti.

Ma non solo. Per rendere completo il quadro non potrebbe mancare una sezione dedicata alla gastronomia, con ricette ed interviste ai ristoratori.

Molto aggiornate le news, arricchite anche da un forum dove poter discutere dei vini del territorio.
Ma non ci si ferma solo alle divulgazione di notizie, ma si organizzano anche degustazioni e verticali dove approfondire la conoscenza e cercare di stimolare la produzione qualitativa rispetto a quella quantitativa.

A questo poi si affianca un'iniziativa partita solo pochi mesi fà: Sorgente del Vino, un sito dedicato a vendere i vini di diversi piccoli produttori italiani, che cerca di accorciare la filiera della distribuzione e rendere disponibili vini che difficilmente uscirebbero dal proprio territorio d'origine.

Aggiungiamo poi che i siti sono facilmente navigabili e leggibili, et voilà, il vino piacentino è a portata di mouse.
Complimenti a Paolo Rusconi e Barbara Pulliero.

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giovedì 10 aprile 2008

Gambero Rosso Vino, recensione

Dopo averne parlato come anteprima, approfittiamo dell'apertura gratuita del sito (che dovrebbe continuare per circa un mesetto) per valutare più in dettaglio il nuovo sito del Gambero Rosso dedicato al vino.

Al Vinitaly la conferenza stampa di presentazione ha visto sul palco l'amministratore delegato del G.R.H. e Daniele Cernilli, che hanno presentato il nuovo prodotto (vedi video).

Il sito si presenta con un design che ricalca quello del sito madre. Con gli elementi in testata un pò giganti (il logo sovrasta la barra di navigazione, quasi nascondendola), ma comunque ben leggibile e con poco effetto "lenzuolone".

La navigazione è semplice, anche se il passaggio sui secondi livelli della barra di navigazione non è sempre agevole.

Le sezioni sono accompagnate da grandi e selezionate foto, mentre le degustazioni dei vini sono ogni tanto accompagnate dalle etichette, anche se in alcuni casi le abbiamo trovate non ottimizzate nelle dimensioni, con la conseguenza di essere quasi illeggibili.

Anche i testi non sono il massimo della leggibilità, la dimensione del font è molto piccola e i paragrafi non sono formattati (vedi qui), ma probabilmente è dovuto ad un'importazione dei dati che verrà corretta successivamente.
In altri casi abbiamo ottimi testi, ma neanche una foto e magari quando si parla di vigneti, sarebbe molto utile (qui)

Entrando nel merito del sito, le liste di vini sono facilmente comparabili grazie ai punteggi in centesimi, pur rimanendo l'indicazione dei "bicchieri" assegnati (per gli appassionati sarebbe ancora più utile indicare in quale edizione della guida sono stati presi i bicchieri).
All'interno della scheda vino è indicato in molti casi chi ha effettuato la degustazione, ma sarebbe utile, visto anche che è a pagamento, l'indicazione della data di svolgimento della degustazione, indispensabile per valutare la degustazione nella sua integrità.

Le fotogallery sono belle, ma senza una descrizione della singola foto in molti casi non dicono molto.

In definitiva un bel motore di ricerca sui vini degustati dal Gambero Rosso, con articoli interessanti su aziende e storie.
Ma... l'interazione con le persone? Ad oggi non esiste proprio.
Non è possibile commentare da parte degli abbonati le degustazioni "ufficiali", così come non si è pensato di collegare certi articoli ad alcune sezioni del Forum del Gambero Rosso.

In un epoca di web 2.0 era forse il caso di prevederlo fin dall'inizio, ma magari è solo questione di tempo.

Ovviamente il sito è stato appena rilasciato, quindi alcune valutazioni di cui sopra potrebbero essere solo "errori di gioventù".

Uno scorcio della presentazione al Vinitaly 2008 (con un piccolo intruso...)

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lunedì 7 aprile 2008

Ricominciare

E' chiaro a quasi tutti(intendo appassionati ed operatori) che l'inchiesta de L'Espresso è un ottimo esempio di giornalismo spazzatura. Inchieste vecchie di mesi, confusione tra sofisticazione e non correttezza dei disciplinari, eccetera.

Ma perchè si è lasciato fare in modo che un qualsiasi giornale in cerca di copie da vendere, potesse autocostruirsi un articolo da prima pagina, senza che prima non fosse "quasi" intervenuto nessuno? Che fosse in grado di proiettare un'ombra sul vino italiano?

Lo scandalo più grosso è quello del vino adulterato, ma le prime notizie(brava Lizzy) apparvero ad inizio dicembre 2007. Dopo fu difficile recuperare informazioni, perchè la stampa non se ne occupo.
Ma se a quei tempi le istituzioni del vino che oggi fanno a gara a querelare L'Espresso fossero prontamente intervenute, chiedendo la pubblicazione dei nomi degli indagati (per tutelare gli onesti e come prassi all'estero quando c'è di mezzo la salute) e norme più incisive sul controllo della qualità dei vini, ci sarebbe lo scandalo?

Se sul Brunello non conforme al disciplinare, il Consorzio del Brunello avesse preso una posizione netta, sospendendo in via cautelativa le aziende inquisite dallo stesso Consorzio e quindi tutelando tutte le altre, parleremmo di Brunellopoli? Ma soprattutto non avesse permesso di mettere in commercio vini che anche i soli appassionati dubitavano fossero solo di sangiovese?
Update 10/04/08:leggete la posizione di un grande del Brunello: Gianfranco Soldera

Come tutte le cadute, quando ci si rialza, si sfrutta la conoscenza acquisita per non ricadere nell'errore.
Sarà la volta buona che i controlli comincino ad esserci sempre, tutto l'anno. Che chi sbaglia paghi, dando l'esempio a chi un domani voglia fare il furbo?

Io spero di sì. Fortemente lo spero.

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giovedì 3 aprile 2008

Vino semantico? I-Vinix

Piccola premessa. Cosa si intende per semantica?
Da Wikipedia: La semantica è quella parte della linguistica che studia il significato delle parole, degli insiemi delle parole, delle frasi e dei testi.

Quando si parla di web semantico, si intende la creazione di un ambiente online dove i contenuti (che siano testi, foto o video) sono associati tramite informazioni e dati (keyword o meglio ancora metadati) che ne determinano l'appartenenza ad un contesto comune, facilitandone la ricerca e soprattutto il continuo aggiornamento.

In pratica è più facile utilizzarlo che spiegarlo.

Perchè ne parliamo? Perchè uno dei primi casi applicati (sicuramente il primo in Italia nel mondo del vino) è I-Vinix, appena lanciato da Filippo Ronco all'interno di Vinix, il Social Network del vino e del cibo più innovativo d'Italia.

Immettete la parola che vi interessa (subito vi verranno proposte le keyword associate con cui affinare ulteriormente la ricerca), per es. Barolo.
I risultati non saranno un mero elenco di link, ma la composizione di una serie di contenuti all'interno di box specifici (video, annunci, foto, recensioni, eccetera) che sono stati correlati con quella parola chiave da chi ha pubblicato lo stesso contenuto.
Quindi molto lavoro umano e poco software.
Per questo la differenza rispetto ad una ricerca classica è notevole.

Che aspettate? Andate a provarlo ed a usarlo.

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mercoledì 2 aprile 2008

Gambero Rosso Vino, prezzi e qualche info in più

Al Vinitaly (Venerdì 4 aprile 2008, ore 12.00,
Sala NEW BEETLE - Pad. 8/9), il Gambero Rosso svelerà il suo progetto Gambero Rosso Vino (ne abbiamo parlato qualche giorno fa) .

Presentato come "il nuovo ed esclusivo servizio online sul mondo del vino in italiano ed inglese" prevederà la pubblicazione di almeno 250 schede di degustazione al mese(con punteggio a centesimi). Due rubriche curate dal Daniele Cernilli e l'archivio del Gambero Rosso.

Il tutto al prezzo di 49 Euro per 1 anno di Abbonamento, oppure 79 Euro comprensivo dell'abbonamento a 12 mesi della rivista cartacea.

Questi i primi dati.

Ma veniamo alla notizia.
Prima di tutto ci fa piacere che il Gambero Rosso punti su internet per un'iniziativa sicuramente ambiziosa ed importante, sia dal punto di vista delle risorse umane, sia dal punto di vista degli investimenti.
Questo potrà sicuramente essere di traino anche per i produttori e gli operatori vinicoli, stimolandoli a credere di più nel mezzo internet.

L'impressione è che GR Vino, sia la risposta italiana a servizi analoghi nel mondo anglosassone, prima tra tutti Wine Spectator (anche come prezzi la proposizione è molto simile: $49.95 per 1 anno e $75 per 1 anno + la rivista cartacea), è quindi probabile che il GR vada a proporsi come punto di riferimento (anche per l'estero) del vino italiano.
La scelta dei centesimi, già usata all'inizio della storia del GR, sembra andare proprio in questa direzione.

Esperienza di Abbonamento a contenuti vinicoli in Italia sono esistiti(winereport) e già esistono(focuswine.com), ma sicuramente la forza ed il nome del Gambero Rosso potrebbero essere la marcia in più.

Sicuramente sarà un servizio apprezzato dagli operatori del settore e da qualche appassionato, ma bisognerà vedere se il loro numero sarà sufficiente a garantire il pareggio di esercizio.

Ma il gran numero di appassionati?
I social network sono già una realtà e per la maggior parte gratuiti (vedi per es. Vinix). Potranno quindi coesistere mondi così diversi?
Penso di sì, anche se il futuro è probabilmente la fusione di questi mondi.

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lunedì 31 marzo 2008

Vinitaly a tutto blog

Manca ormai pochissimo alla 42^ Edizione del Vinitaly. Ed ogni anno che passa l'influenza della blogosfera sulla fiera veronese si fa sempre più presente.

Anche quest'anno Berlucchi (insieme al sottoscritto) manterrà attivo il blog Enosfera per raccontare in diretta tutto quello che succede nello stand Berlucchi, ma non solo.



Saremo in buona compagnia. Infatti anche Vino24 lancia un blog dedicato agli eventi del vino, partendo proprio da Vinitaly 2008.



E sono sempre i blogger a segnalare le attività più interessanti della fiera veronese, come Slawka Scarso che ci segnala i convegni sul marketing del mondo vinicolo, oppure Aristide con la sua terza edizione del Manuale di sopravvivenza.

Se poi pensate che il Vinitaly vissuto da giornalisti sia una pacchia, leggetevi quanto scrive Lizzy...

E dal punto di vista del produttore? Gianpaolo Paglia forse vi può rispondere.

Siete già stufi del Vinitaly? Potreste sempre puntare alle manifestazioni alternative (Vini Veri, Renassaince de AOC, ecc.)



Insomma, spazi per annoiarvi non ne avrete proprio...

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giovedì 27 marzo 2008

Rapporto Enotria 2008

Enotria 2008Il Rapporto Enotria 2008 (quaderno della vite e del vino, edito ogni anno dall'Unione Italiana Vini), punta quest'anno l'attenzione sulla comunicazione del vino.

Analizzando non solo gli aspetti puramenti economici, ma anche le sfide, le opportunità ed i rischi delle nuove tecnologie (internet in primis) e delle modalità di comunicazione che prevedono un'impegno nel sociale.

SalaIl tutto è stato presentato oggi presso la Camera di Commercio di Milano, dove quasi un centinaio tra giornalisti, produttori ed operatori sono intervenuti per la presentazione del rapporto.

L'incontro, introdotto da Marco Mancini (direttore del rapporto), ha visto presentare alcune informazioni salienti dal Presidente dell'UIV Andrea Sartori.


Vediamo alcune delle più significative.

Sartori ha segnalato la difficoltà della comunicazione per alcune aziende vinicole.
E lo dimostra anche il fatto che il questionario inviato a
20 delle maggiori aziende vinicole italiane per fatturato, non è stato compilato da tutte le aziende.
Considerando che il titolo nel rapporto è "il mondo del vino crede nella comunicazione?", forse abbiamo già la risposta.

Comunque dall'analisi emerge che le aziende investono mediamente in attività di comunicazione il 5,8% del fatturato, con picchi massimi vicini al 12% e minimi dell'1,5%.



Le 6 voci principali

Pubblicità tabellare 14.4%
Fiere13.4%
P.R (Ufficio Stampa) 12.2%
Organizzazione eventi 15.0%
Promozioni su punto vendita 12.6%
Packaging e Naming 8.0%

Andrea SartoriRaccolgono circa il 76% del budget, dobbiamo quindi presupporre che nel restante 24% rientrano altre voci, tra cui ricerche di mercato, sponsorizzazioni, produzioni materiali istituzionali, omaggi ai clienti ed ovviamente le attività Internet.

Il tipo di comunicazione è poi rivolto prevalentemente al mondo professionale e non al consumatore finale (abbastanza anomalo rispetto ad altri settori e molto autoreferenziale).

DatiDal punto di vista statistico gli acquisti domestici di vino sono in netta flessione (5%), non solo nei volumi, ma anche in valore. E la tendenza per i prossimi anni si prevede in costante ribasso, sia per le ipotesi di recessione, sia per per un maggior consumo consapevole delle bevande alcoliche.

Sull'export un dato interessante. I primi 5 paesi (USA, Germania, UK, Svizzera e Canada) assorbono il 70% dell'export. Se questo è un rischio, vuol dire anche che ci sono ampi spazi di crescita negli altri paesi.

Sartori suggerisce in questi paesi che la comunicazione del vino sia a fattor comune con i settori che più identificano l"italian style": moda, design, gastronomia.

Sfata inoltre un luogo comune, i maggiori competitor esteri non sono l'Australia o i paesi del nuovo mondo, ma i vicini Francia e Spagna (e questo dovrebbe far riflettere).

Altro punto debole sono le istituzioni, che frammentano i budget di comunicazione (che non sono bassi) e che non sono rivolti in primis ai consumatori.

WebE' stata poi la volta di Salvatore Ippolito di Microsoft Digital Advertising Solutions che ha presentato i vantaggi della comunicazione su internet e una possibile campagna online di un nuovo vino sfruttando alcune delle possibilità offerte dalla Rete. Argomento non certo facile, ma che è sembrato più uno spot che un'efficace presentazione di un caso aziendale.


La sua presentazione è stata però quella che ha attirato il maggior numero di domande, dimostrando la necessità di dedicare più spazio alla comunicazione su internet.

Anche perchè se è vero che nella media azienda vinicola italiana non esiste una figura predisposta o formata per seguire le attività internet (osservazione fatta da Sartori), è vero anche che all'estero non stanno con le mani in mani, ed anzi stanno sfruttando molto meglio di noi italiani le possibilità della rete.


Premiazione di Wine for LifeA chiusura della presentazione la premiazione al progetto Wine for Life, della Comunità di Sant'Egidio, non solo un modo per fare del bene, ma anche di comunicare in modo diverso, dando un valore aggiunto in più alla bottiglia di vino sullo scaffale. A presentare il progetto e a ritirare il premio era presente Rinaldo Piazzoni.



I vini Wine for LifeIn conclusione, un'ottima iniziativa, soprattutto per i dati contenuti nel rapporto che saranno da spunto per ulteriori discussioni.

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martedì 18 marzo 2008

Gambero Rosso a tutto vino

Con piacere scopriamo che il Gambero Rosso lancerà i primi di Aprile 2008 un sito tutto dedicato al vino.

Il nome non è certo fantasioso: Gambero Rosso Vino, ma i contenuti sembrano essere di tutto rispetto.

Non si capisce se saranno tutti gratuiti o alcuni a pagamento, ma forse questo avverrà successivamente (vedi anche qui).

Non ci resta che aspettare per fare un'analisi più approfondita.

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venerdì 14 marzo 2008

E San Leonardo si dà al blog

Con piacere scopriamo che anche la Tenuta San Leonardo ha aperto il suo blog: Qui Bene Bibit.

D'altronde ci sembrava strano che Anselmo Guerrieri Gonzaga (già incontrato al Miwine) fermasse la sua voglia di comunicare non sfruttando uno strumento come il blog.

E gli inizi sembrano già interessanti...in bocca al lupo!

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martedì 4 marzo 2008

Able Grape: il ricercavino

Curiosando nei referer di Wino ho scoperto Able Grape, motore di ricerca dedicato al vino.

Che novità! Direte voi. Esistono già molti motori di ricerca dedicati al vino.

Verissimo, ma questo ci è piaciuto per la struttura dei risultati:
A destra vengono indicate le lingue in cui il contenuto è pubblicato (non sempre veritiero, ma comunque utile).

A sinistra invece compaiono dei filtri personalizzati sul mondo vino: Ente/Consorzio, Glossario, Produttore, Stampa, Commercio, Eventi, eccetera.

I risultati sono molto pertinenti ed interessanti. Sicuramente da provare.

Difetti? Non funziona con Internet Explorer 6, browser ancora molto diffuso

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martedì 26 febbraio 2008

Benvenuto Brunello, ed online?

In questo periodo di anteprime toscane, ed in particolare di Benvenuto Brunello, ci è venuta voglia di curiosare tra i siti web delle aziende ilcinesi.

Così, abbiamo preso una delle ultime annate, la 2001 ed abbiamo selezionato le aziende che in quell'annata hanno prodotto più bottiglie di Brunello.


Banfi con 600.000 bottiglie, Castelgiocondo con 253.000, Cantina di Montalcino con 220.000, Barbi con 200.000, Col d'Orcia con 196.000, Pian delle Vigne con 180.000, Il Poggione, Silvio Nardi, Argiano e Camigliano con 150.000 bottiglie. Seguono poi aziende come Lisini con circa 50.000 bottiglie.


Dei siti sopra abbiamo escluso Banfi, che ha disponibile oggi il solo sito americano (quello italiano è in costruzione), Castelgiocondo e Pian delle Vigne che non hanno un sito proprio ma solo quello dei rispettivi capogruppo (Frescobaldi ed Antinori). In realtà Castelgiocondo ha un proprio dominio, ma con solo 1 pagina di presentazione.
Altro escluso è Tenuta Il Poggione, con il sito non disponibile (vedi aggiornamento a fondo pagina)

Cominciano dal primo in ordine di produzione: Cantina di Montalcino. Il sito si presenta con la solita, inutile start page con la scelta della lingua. Dal punto di vista grafico è molto semplice, anche troppo. Non colpisce certo per l'impatto emotivo o per le fotografie, ma rimane comunque ben navigabile. Le informazioni sono un pò ridotte all'osso e l'aggiornamento è un pò datato (ultima e unica news del settembre 2006). Essendo tutto in HTML la ricercabilità è ottima.


Tutto altro mondo il sito di Fattoria dei Barbi, rilasciato nella nuova veste da non troppo tempo.

Qui l'impatto grafico è molto forte, con la predominanza dell'immagine fotografica sulla comunicazione scritta.

Molto curate le fotografie ed i testi, ma non è facile navigarlo. Il logo invece di puntare in home page porta alla sezione "La Famiglia". Dalla Home page non è chiaro come poter accedere alle schede dei vini (prima bisogna cliccare sull'immagine in fondo Azienda e poi sempre sull'immagine sotto su Cantina, infine su Vini, un giro troppo tortuoso e posizionato troppo in basso). Questo penalizza fortemente anche la ricerca dei propri vini sui motori di ricerca.

Dal punto di vista dei contenuti è invece molto completo con informazioni ricche e dettagliate ed anche aggiornate (ultima news di gennaio 2008).



Col d'Orcia, a parte la solita, inutile, start page, si presenta con un sito dal design un pò datato, ma che permette una navigazione semplice e senza fronzoli. I contenuti non sono ampissimi, anche se ci piace la sezione con le foto ad alta risoluzione da scaricare e le schede dei vini specifiche per ogni annata.

Peccato che il sito sia costruito a frame, con una pessima indicizzazione sui motori di ricerca e che l'aggiornamento non sia fatto troppo frequentemente (ultime news dell'ottobre 2004).



Il sito delle Tenute Silvio Nardi, ha un approccio molto simile a quello dei Barbi, anche se parte con la solita, inutile, start page... Anche qui alto impatto emotivo con uso di fotografie d'autore, ma la navigazione è semplice ed immediata (a parte il click sul logo che riporta sulla start page e non in home page). Buona l'idea di indicare le persone che lavorano in azienda con i rispettivi ruoli e quella di rendere disponibile in un file PDF il disciplinare di riferimento di ogni vino. Utili anche i link dove mangiare e dormire nel caso si volesse fare visita all'azienda o all'area di Montalcino. Peccato che la tecnologia di costruzione del sito non permetta anche qui una buona indicizzazione sui principali motori di ricerca.



Il sito di Argiano ci accoglie con la solita ed inutile start page (e siamo a 4 su 5). All'interno il sito gioca su una comunicazione leggera e di stile, con una navigazione immediata ed intuitiva. I contenuti sono ampi e facilmente leggibili. Il sito non è aggiornatissimo (ultima news di Novembre 2007) ma non sembra abbandonato a se stesso. Sicuramente punta sulla sostanza e meno sulla forma. Ottima la reperibilità sui motori di ricerca.




Camigliano presenta un sito con una connotazione grafica definita che richiama il brand. Facilmente navigabile, non eccelle per l'ampiezza dei contenuti, ridotti ai minimi termini. L'aggiornamento non è definibile anche se una news in home page del 2007 su un evento concluso non depone troppo a favore. Ottima la reperibilità sui motori di ricerca.



Se passiamo ai produttori che producono meno bottiglie rispetto ai precedenti, troviamo Lisini.

Il sito ha un impostazione grafica "old style", che non colpisce certo l'emotività, ma non ha la solita start page e da subito si capisce che è frequentemente aggiornato. Ben visibile infatti i riferimenti ai premi ricevuti sulle guide 2008.

La navigazione è semplice anche se avremmo linkato il logo alla home page del sito.

Quello che colpisce però è la ricchezza di contenuti, la storia dell'azienda è completissima, così come l'indicazioni delle vigne, con evidenzia dei vigneti su foto satellitari. Ottima la possibilità di acquistare direttamente online le bottiglie dell'azienda e di contattare l'azienda tramite Skype.

Se ci fosse anche la descrizione delle singole annate, sarebbe quasi perfetto (a parte il layout grafico che andrebbe modernizzato, ma magari è una scelta di marketing ben precisa...).


In conclusione, sui siti di queste aziende ilcinesi, traspare una certa voglia di comunicare le origine e la storia, arricchendo ancora di più la percezione del Brunello legato a Montalcino, ma si ha l'impressione di un lavoro lasciato a metà, di essersi seduti sugli allori. D'altronde le vendite tirano, quindi perchè perdere tempo a comunicare anche online?...Io una risposta l'avrei...

Aggiornamento del 14/04/08: Il sito di Tenuta Il Poggione è nuovamente disponibile. E' quindi per noi un piacere recensirlo.

Finalmente nessuna start page inutile, ma direttamente l'home page del sito. Il design è molto pulito e sicuramente moderno.
Originale e sicuramente di forte impatto comunicativo il fatto che la prima voce del menù non sia l'azienda, ma "S.Angelo in Colle", frazione di Montalcino e sede dell'azienda, come a voler comunicare con ancora più forza il suo territorio e distinguere il "cru" S.Angelo.
Il sito è facilmente navigabile, con tutte le sezioni che ci dovrebbero essere. Certo le schede vino potrebbero essere arricchite anche dalla valutazione dell'annata, ma i dettagli della scheda includono informazioni importanti come il tempo di fermentazione o l'età dei vigneti.
Sicuramente un sito di buon impatto, con qualche piccola sbavatura nel codice con cui è costruito (mancano gli "alt" alle immagini del menù, le foto dei prodotti non sono cliccabili e poco altro) e di cui forse l'unica mancanza che si sente è un certo "calore". Difatti in quasi tutte le foto non si vede mai nessuna persona. Un peccato, facilmente rimediabile.
Un dubbio finale, ma la registrazione a cosa serve? E' ben evidente in home page, ma non essendoci scritto perchè registrarmi, perchè dovrei essere invogliato a farlo?

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venerdì 22 febbraio 2008

Dal virtuale al reale

Dopo aver parlato del nuovo sito di Meregalli, è stato piacevole poter visitare la sede storica dell'azienda nel centro di Monza.

Il sito web viene spesso identificato solo come una vetrina della propria azienda verso l'esterno.
Peccato che certe aziende trattino questa vetrina come quella dei grandi magazzini per Natale: effetti di luci, colori sfavillanti, prodotti inutili, ma sfarzosi, eccetera.

Va bene a Natale, ma poi il resto dell'anno?
Anche nel grande magazzino si torna ad una maggiore sobrietà, proponendo ai Clienti i prodotti migliori per quel periodo o mostrando una selezione di prodotti per far comprendere la vastità e la varietà dell'offerta.

Sul sito web no, per alcune aziende è sempre Natale, quindi non si riesce a percepire come sia "realmente" quell'azienda. Che tipo di persone potrei trovarmi davanti se le andassi a trovare e che prodotti ha realmente.
Peggio ancora potrei farmi un'idea completamente sbagliata della stessa azienda.

Il vecchio sito di Meregalli era un pò la vetrina di Natale, mentre l'attuale punta ad una sobrietà e professionalità, che è la stessa che ho trovato visitando l'azienda, e parlando con le persone che ne sono il fulcro.

Internet sta conquistando sempre più spazi reali nella vita di tutti i giorni, è quindi importante quando si realizza il proprio sito aziendale essere onesti e trasparenti nella propria rappresentazione virtuale.
Questo vale ancora di più quando parliamo di vino, che può essere anche lussuoso e "tecnologico", ma nasce sempre dalla terra e dal connubio tra uomo e natura.

Le paillette lasciamole solo per Natale.

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mercoledì 13 febbraio 2008

Derby umbro: Lungarotti vs Arnaldo Caprai

Derby umbro, o meglio perugino, tra i siti web dei più importanti produttori della regione.

Da una parte Lungarotti, dall'altra Arnaldo Caprai.
Aziende fortemente legate al proprio territorio(Torgiano e Montefalco) ed ai vitigni della propria regione (Grechetto, Sangiovese, Sagrantino, Canajolo).


Il sito di Lungarotti si presenta subito con una home page molto chiara e dallo stile classico, non molto innovativo, ma comunque incisivo.

Foto in evidenza, che diventano parte integrante della navigazione, semplice ed immediata, anche se alcune scelte cromatiche dei menù interni (testo grigio su sfondo grigio) penalizzano la leggibilità.

Molto completa l'area dedicata ai vini, divisi per tipologia e con schede molto complete (pdf di dettaglio ed immagine a buona risoluzione dell'etichetta).

L'area Cultura approfondisce i temi in due sottositi: Museo del vino e Museo dell'Olivo e dell'Olio, mentre l'area Azienda rimane molto sintetica, forse troppo.
Cosa che non accade all'area Comunicazione, ricchissima di contenuti (anche se non facilmente leggibili).
Simpatica l'area Contatti con le illustrazioni e i dettagli delle persone che seguono le diverse attività in azienda.

In conclusione un buono/ottimo sito, ma forse un pò freddo, che manca di quel calore che ci si aspettarebbe da un produttore di vino.
La versione in Inglese, tutta in flash, sembra essere la versione precedente. Speriamo presto in un restyling.

Il sito di Arnaldo Caprai si apre con la solita, inutile, start page che permette solo di selezionare la lingua...

Una volta entrati nel sito vero e proprio, si è accolti da un player video con diversi contenuti (non sembra aggiornatissimi: Mangialonga 2006).
Anche qui uso intensivo delle foto, differenziate per area.
La navigazione è molto semplice, grazie ad una toolbar sempre visibile e ben contrastata.

L'area Azienda è ricca di informazioni, dalla Storia alla descrizione delle diverse cantine, con un'area Contatti molto dettagliata (addirittura con l'email di Marco Caprai).

Abbiamo poi tre aree dove non si parla di prodotti aziendali, ma che dovrebbero essere presenti su molti più siti di produttori vinicoli. Un'intera area è dedicata al vitigno simbolo dell'azienda: il Sagrantino. Poi l'area Vigneti, con una descrizione ampelografica dei vitigni usati in azienda e per finire Territorio con descrizioni esaustive di Montefalco, Bevagna e Gualdo Cattaneo.

L'area dedicata ai vini, ahime, è introdotta da un'animazione flash, che se rende facile l'accesso alla scheda prodotto, ne inficia la reperibilità sui motori di ricerca (provate infatti a cercare sagrantino montefalco 25 anni caprai su Google e vedete dov'è posizionato il sito).
Completa la scheda vino anche se ci sarebbe piaciuto trovare per i vini più blasonati la descrizione delle annate prodotte.

Le restante aree (Eventi, Press, Club) sono ben strutturate e ricche di contenuti, a testimoniare un'attenzione forte verso il web.
Da notare anche il sito nerooutsider.it dedicato a vendere esclusivamente online un vino dell'azienda. Ottimo tentativo per comprendere e sperimentare nuove forme di comunicazione e di vendita fuori dai consueti canali.

In definitiva, il sito di Lungarotti è facilmente accessibile e navigabile, mentre quello di Caprai si fa preferire per i contenuti, e correggendo alcune lacune di tipo tecnico potrebbe diventare ancora più frequentato.

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giovedì 7 febbraio 2008

Meregalli: via flash e popup ed il sito ne guadagna

Avevamo già recensito il sito di Meregalli, uno dei più grossi distributori italiani di vino, ad agosto 2007.

Il sito dal punto di vista dei contenuti ci era piaciuto molto, non altrettanto la scelta di usare troppo la tecnologia flash e di aprirlo in un pop-up.

La società internet che si occupa della sua realizzazione(Eurobusiness) ci ha contatto per segnalarci la pubblicazione da pochi giorni del nuovo sito.

Sicuramente un passo avanti rispetto al precedente.
Ottima la scelta di abbandonare il pop-up e limitare, se non escludere, la tecnologia Flash. Scelta che non ha inficiato la resa grafica del sito, veicolando in modo forte e distinto il brand Meregalli.

La navigazione adesso è molto semplice ed immediata, ampio l'uso di fotografie (in certe pagine forse troppo, il peso della pagina e la velocità di caricamento ne risentono un pò).

In conclusione un sito ottimo per usabilità, reperibilità sui motori di ricerca e veicolazione del proprio brand.

Sperando che altri nel mondo del vino comincino a seguirne l'esempio.

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venerdì 18 gennaio 2008

I Sovversivi del Gusto prendono il "volo"

Volete conoscere dal vivo i Sovversivi del Gusto? Capire il perchè del nome, la filosofia, ma soprattutto essere contagiati da loro?

Allora non vi resta che recarvi a Malpensa Fiere (due passi dall'aeroporto) dal 19 al 21 gennaio 2008 per Cantine in Fiera, manifestazione alla prima edizione che vede la partecipazioni di cantine ma anche di produttori alimentari (formaggi, riso, eccetera).

Qui potrete incontrare quel folletto di Adriano Liloni, della Trattoria Pegaso vicino Salò, e gli amici che hanno dato vita ai Sovversivi.

Ma se ancora non li conoscete visitate subito il loro blog.
Perchè siamo tutti un pò Sovversivi del Gusto!

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sabato 12 gennaio 2008

Classifiche...

Con colpevole ritardo ho letto la classifica delle migliori cantine italiane sul web secondo Winenews.
Fiorenzo ha già detto molto in un suo post, ma ho provato a fare un ricerca indiretta su questi "fantastici" siti, vedendo come erano posizionati per la ricerca più standard che si possa fare:

Ho cercato la parola "vino" su Google in versione italiana.


Ben 39.900.000 risultati (avete letto bene, anche se sul numero di risultati di Google non farei troppo affidamento, rimane comunque un bel numero.

Nelle prime 3 pagine di risultati non compare nessuna cantina italiana, ma tanti siti che parlano o vendono vino.
Alla quarta pagina ecco arrivare la prima cantina, la piemontese Terredavino.

Complimenti! Accedo al sito, bruttarello, ma con un html pulito e senza tanti frontoli.

Continuo a scorrere le pagine, ma arrivato alla decima ancora nessuna traccia di una delle cantine prime classificate.

Vabbeh, sono cantine famose, nella maggior parte dei casi ci si arriva direttamente.
Vero anche questo.

Al primo posto Santa Margherita e devo dire che sono d'accordo, soprattutto dopo il restyling dell'ultimo anno che ha ripulito l'home page che era diventata caotica.
Segue Planeta, che una volta eliminata la start page in flash, rimane un buon/ottimo sito (anche se soffre di una home page non certo chiara).
Donnafugata stessi pregi e difetti di Planeta.
Su Tasca d'Almerita non si discute che sia molto curato lato grafico, ma poi? Non posso aggiungere ai preferiti nessuna pagina, la finestra del sito mi occupa tutto lo schermo e non posso utilizzare la funzione "indietro" del browser. E soprattutto provate a cercare su un qualsiasi motore di ricerca uno dei suoi vini, per esempio "Regaleali nero d'avola". Nei primi 100 risultati di google non compare mai il sito...
Per Arnaldo Caprai va un filo meglio se cerchiamo un suo vino, "Sagrantino Collepiano" porta sul sito "solo" alla seconda pagina di risultati.
Poi Bastianich, sito solo in inglese, ma in cui soprattutto mancano le schede vini.

Alla faccia dei migliori siti delle cantine in Italia...

Update: Se ne parla anche su Vino24

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mercoledì 19 dicembre 2007

Dal locale al nazionale: il caso AIS

Sappiamo che molti protagonisti del vino italiano latitano online, ma in alcuni casi c'è una vera e propria proliferazione.

Il caso dell'AIS è un esempio positivo evidente.

Abbiamo infatti una presenza che va dal "cittadino", al "regionale" fino al "nazionale" con i 3 siti:
- Aismilano.it
- Aislombardia.it
- Sommelier.it

Certo esistono molti altri siti regionali o cittadini dell'ais, ma ci piaceva analizzare questo trittico.




Il sito nazionale dell'AIS si caratterizza per un ovvia ricchezza di contenuti, molti di indirizzo istituzionale (diventa Socio, l'Editoriale di Medri, eccetera).
La veste grafica, anche se rifatta da non molti mesi, non risulta molto efficace nel comunicare l'attività Ais. Certo alcune foto aiutano, ma il tutto risulta un pò anonimo.

A livello di navigazione, le colonne di destra e di sinistra con diversi menù confondono l'utente non facendogli subito intuire dove trovare alcuni contenuti.

Peccato anche che le news siano quasi nascoste in home page, relegate al fondo pagina.

Le pagine interne non brillano certo per chiarezza. Troppi box, animazioni, e una mancanza di organizzazione nell'impaginazione.

Molto spinta la newsletter, anche se la mancanza del vecchio Forum si fa sentire...

Il sito di AisLombardia colpisce subito per uno stile di comunicazione molto pulito ed ordinato, merito anche di una veste grafica che aiuta ad individuare i menù di navigazione, dalle aree di contenuto e di lancio.

L'impostazione è fortemente orientata ai contenuti con i box "In primo piano" e "Rubriche", anche se la colonna dedicata esclusivamente ai Corsi richiama i fini istituzionali.

Ampio spazio, tanto da sembrare il menù principale, è quello dedicato alle Delegazioni. In questo caso forse si poteva pensare di strutturare in modo diverso il menù. Anche perchè "nasconde" le voci che si trovano al di sotto del box di ricerca.
Lo sviluppo verticale dell'home page è anche troppo affollato, ma rimane comunque leggibile.

Le pagine interne rimangono bene organizzate e dove gli articoli sono più ricchi di testo è ottima la soluzione di eliminare una colonna verticale.

Tra i servizi la newsletter ed una ricchissima area Download ricca di contenuti utili ai sommelier, ma non solo.

Il sito di AisMilano non ha ovviamente la ricchezza di contenuti dei primi due, ma punta su uno stile grafico molto "vinoso" anche se non certo moderno.

Lo sviluppo del sito è quasi esclusivamente in orizzontale a differenza dei fratelli maggiori che puntano ad uno sviluppo verticale.

La navigazione è semplice (aiutata anche dal non elevato numero di contenuti).

Ottima la scelta di mettere subito a disposizione dei visitatori le ultime novità.
Anche qui la possibilità di iscriversi alla newsletter e di partecipare ad un quiz online per mettere alla prova le proprie capacità.

In conclusione, 3 siti continuamente aggiornati, che svolgono efficacemente il loro compito istituzionale, con poche sovrapposizioni ed uno stile proprio , che nel caso di Aislombardia risulta particolarmente valido, mentre nel sito nazionale andrebbe ri-organizzata la navigazione e la struttura delle pagine per renderle più chiare.

P.s.= Alessandro Franceschini che cura il sito Aislombardia è un caro amico, ma la valutazione che ho fatto del sito che gestisce è il più possibile oggettiva e non può comunque impedirmi di fargli i complimenti per come l'ha organizzato :-)

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giovedì 13 dicembre 2007

Consorzi alla riscossa!!! Online.

L'ottimo Franco Ziliani ha preso le veci di Wino ed ha anticipato la notizia della messa online del sito del Consorzio dei Vini di Valtellina (era ora!) ed il restyling del Consorzio dell'Oltrepò Pavese.

Vediamoli in dettaglio.

Il Consorzio dei Vini di Valtellina si presenta ai navigatori con una jump page di nessuna utilità per l'utente, anche perchè non colpisce certo per originalità o emotività.





Una volta entrati nel sito, colpiscono i colori, giocati sull'utilizzo di toni che variano dal grigio chiaro al.... grigio scuro.
Sicuramente freddi. Vero è che i vini di Valtellina sono vini di montagna, ma forse non valeva prendersi così alla lettera.

La navigazione invece risulta essere subito intuitiva, semplice e ben articolata.

Buona la quantità di contenuti (i disciplinari sono facilmente individuabili), mentre per lo stile di comunicazione alcune pagine sono anche troppo ricche di testo (vedi la presentazione in home page), altre sono un pò scarne e tendono ad evidenziare l'effetto brochure di tutto il sito. Anche perchè le news sono messe in secondo piano e sicuramente non sembra saranno aggiornate con particolare periodicità.
Ci saremmo aspettati molte più foto, visto anche la bellezza dei terrazzamenti valtellinesi.
In conclusione, un primo passo, timido, nel web, con una presenza molto istituzionale, ma poco carica di "calore", esattamente il contrario dei vini rappresentati.

Il sito del Consorzio dell'Oltrepò Pavese è un restyling di un sito esistente, quindi è logico chiedere di più rispetto alla prima uscita del Consorzio di Valtellina.

E così in effetti sembra esserlo da subito.
Colori caldi, ma senza inficiare una chiarezza di lettura subito percepibile.
Utilizzo di foto e grande attenzione sulle ultime novità, aggiornate in modo frequente.

Facile la navigazione, anche se avremmo reso il logo del Consorzio cliccabile per tornare in home page.

Grandi quantità e qualità di informazioni, tra cui il Piano dei Controlli Mipaf per la DOC Oltrepo’ Pavese aggiornata al 12 novembre 2007

Presente la newsletter, più una bella galleria fotografica ed altre utility, come le previsioni meteo della zona o la mappa satellitare di google.

Manca una comunicazione diretta con gli appassionati, come un forum o un blog, ma penso ci stiano già pensando.
In conclusione, un buono/ottimo sito istituzionale. Complimenti!

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lunedì 3 dicembre 2007

Vino e Lusso: connubio obbligato?

Leggevo l'articolo di WineNews su "Il lusso si allea con internet... ma il vino resta indietro", ovviamente interessato all'argomento, visto che Wino si occupa del marketing del vino online.

Nell'articolo si parla di come alcune maison francesi di champagne e di moda italiana sfruttino in maniera "adeguata" il web, mentre molti produttori del vino italiano restano indietro.

Leggendo l'articolo però mi sorge un dubbio, perchè il vino dev'essere catalogato sempre come "lusso"?

E' verissimo che molte aziende vinicole hanno prezzi del vino che è ormai un lusso comprare, ma che soprattutto creano e si posizionano come aziende del settore "luxury", ma quante sono?

Che percentuale rappresentano del valore vino in Italia?
Se sono una minoranza perchè non si parla mai delle aziende vinicole di fascia alta, come accade nel mondo dell'abbigliamento o dei mobili?

Forse perchè le aziende vinicole, anche quelle che fanno vini di fascia media o bassa, hanno paura di presentare alcuni loro prodotti come "non lussuosi"?

Non è che la percezione comune ormai vede il vino come prodotto di lusso? Con gli ovvi vantaggi per certi produttori che possono scontare determinati prezzi(alti), ma anche con lo svantaggio che molti non consumano vino perchè ritenuto un lusso?

Ma se il vino è un lusso, perchè trovo bottiglie pregiate nei supermercati in condizioni pietose?
Forse che trovo una borsa di Bulgari al Carrefour o all'Esselunga?

In questo modo non si corre il rischio che il vino italiano perda di credibilità?
Secondo me sì...

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giovedì 15 novembre 2007

"Long tail" anche nel mondo del vino?

Ieri sera ho avuto la fortuna di partecipare all'incontro "The Long Tail": Why the future of business is selling less of more organizzato dall'associazione The Ruling Companies presentato direttamente da Chris Anderson, autore della teoria nonché direttore di Wired.

Con termini semplici ed immediati (al contrario di noi italiani) ha spiegato la sua teoria che vede nelle "nicchie" il mercato del futuro. In pratica si venderanno poche quantità di tantissimi prodotti, tanto da superare le vendite di quei pochi prodotti che vendono tanto.

Sembra un gioco di parole, ma in realtà l'esempio più classico è quello di Amazon, la più grande libreria al mondo, che ricava gran parte del fatturato non da un numero altissimo di vendite di pochi libri, i bestseller, ma da migliaia di vendite di libri venduti in poche copie, ma che alla fine generano ricavi uguali(e tra pochi anni superiori) a quelli dei maggiori prodotti venduti.

Ovviamente internet, è il volano sul quale gira questa teoria, ma non è solo internet.

Pensiamo al mondo del vino. Tanti grossi produttori, ma anche medi ed alcuni piccoli, hanno diversificato ed aumentato le loro linee di vini, puntando a:
- vini di altissima gamma
- vini di alta gamma
- vini di media gamma
- vini di bassa gamma
o differenziandoli per tipologie
- vini da uve biologiche
- vini da uve autoctone
- vini a basso contenuto di solforosa per chi è allergico
- vini fermi, frizzanti, bianchi con fermentazione sulla buccia, ripassati, passiti, eccetera.
Oppure creando nuovi marchi o acquisendo cantine diverse (in Italia il fenomeno è limitato, ma negli altri paesi è ormai attivo da anni).

Solo per inseguire il mercato o perchè il consumatore riesce ad essere più informato e quindi sceglie con più facilità ed in modo più legato ai propri gusti, stili di vita?

E per il mondo del vino è un bene o un male?

Se oggi molti appassionati conoscono o hanno sentito parlare di un certo vino e di un certo produttore, lo devono ai forum, ai blog, alle riviste online, molto meno alle riviste di settore "cartacee".

Se oggi ad un qualsiasi appassionato venisse in mente di sapere molte cose sul riesling, dove andrebbe?
Certo potrebbe partire per la Germania o l'Austria, oppure potrebbe andare in edicola e vedere se tra le tante riviste disponibile di vino c'è qualche articolo sul riesling.

Ma il modo più veloce, ma anche efficace (rispetto al tempo) è quello di accendere un pc, andare su un motore di ricerca e mettere la parola "riesling". In poco tempo avremo un consumatore più informato, che magari contatterà direttamente un produttore di cui ha letto una recensione online e si farà spedire 6 bottiglie da assaggiare.

Fantascienza? No.
Le nuove generazioni, prima di acquistare l'80% dei prodotti, svolgono ricerche online o consultano siti web. La lunga coda è già arrivata.

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sabato 10 novembre 2007

Trovato il sito di Gaja. Purtroppo...

Ricorderete il post su Gaja Distribuzione (1 e 2), che nasceva dalla ricerca del sito di Gaja, il più famoso produttore piemontese.

Un affezzionato lettore (grazie Paolo), mi ha segnalato l'esatto link del sito di Gaja: www.gajawines.com.

Come non averci pensato prima?
D'altronde gli ottimi vini di Gaja sono conosciuti in tutto il mondo, quindi corretta la scelta di usare il "naming" inglese, sia con il riferimento wines nel nome, sia nel dominio, con il classico .com.

Peccato che il sito sia nella stessa condizione in cui fino all'anno scorso si trovava gajadistribuzione.it, ovvero con una paginetta triste triste ed un più un bell'errore nel title (in italiano) della pagina.

Un vero peccato!!!

Ma anche qui siamo ottimisti. Visto che è stato fatto un buon lavoro su Gaja Distribuzione, siamo convinti che a breve verrà pubblicato un sito ricco di informazioni.

Sperem...

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sabato 3 novembre 2007

Vini di Vignaioli a Fornovo(PR)

Domani e lunedì appuntamento nella piccola cittadina di Fornovo(PR) per Vini di Vignaioli/Vins des Vignerons.

Un'evento tutto dedicato ai vini naturali, che di anno in anno diventa sempre più frequentato, sia da produttori di alto livello, sia da appassionati non solo italiani. Qui si incontrano produttori italiani e francesi, dallo Champagne, Alsazia, Borgogna, Toscana, Emilia, Piemonte, Friuli, ma anche Cile e Svizzera.

Ed il tutto senza investire in marketing, ma solo con lo sforzo degli stessi produttori ed un gran passaparola...

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venerdì 26 ottobre 2007

Vinitaly 2008: nuovo sito

Non manca poi tantissimo all'edizione 2008 del Vinitaly (3-7 Aprile 2008) e giustamente il sito della manifestazione si aggiorna, ma soprattutto si rinnova nel design abbandonano il classico viola e l'approccio fotografico per puntare ad un design giocato sui toni del bianco, anche per far risultare il nuovo claim ("Passionate Business") e il fumetto che l'accompagna.

Il fumetto risulta un pò forzato (che abbia qualche attinenza con il marketing delle veline?), mentre il claim passa dal "Hard to believe it's only business" al più diretto, ma più banale "Passionate Business".

Una domanda sorge spontanea, ma il 2008 non doveva essere l'anno della terza edizione del MiWine?
A vedere il sito non si direbbe proprio...

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lunedì 15 ottobre 2007

Merano si avvicina. Anche con un blog... a tempo.

Prima di tutto, che cos'è un "blog a tempo" (nozione già usata dalla mitica Slawka qui)?
E', come dice la stessa definizione, un blog temporaneo, solitamente collegato ad un evento e che vive le sue fase più acute poco prima, durante e raramente anche dopo l'evento (esempi: Berlucchi al Vinitaly 2007, Blog Café di Squisito).

Per il Merano International Wine Festival & Culinaria 2007 ci si è affidati a WineBlog che ha predisposto il blog a tempo all'indirizzo meranowinefestival.wineblog.it

Il blog non è aggiornatissimo, ma è anche vero che manca poco meno di un mese all'evento vero e proprio.
Peccato che non si stimoli la comunicazione e lo scambio di opinione con i navigatori, ma forse è dovuto anche al fatto che la visibilità sul sito ufficiale del Festival è ridotta al lumicino...

Parlando del sito ufficiale del Festival, non si può non notare l'approccio minimalista con cui è stato realizzato. Un pò triste per un evento che si definisce "appuntamento esclusivo".
Senza contare alcuni errori di visualizzazione che potrebbero essere risolti facilmente (formattazione su browser Explorer, dimensioni dei banner di destra, eccetera).

Fortunamente a salvare il tutto ci pensano le aziende partecipanti: molto interessanti... :-)

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