mercoledì 19 dicembre 2007

Dal locale al nazionale: il caso AIS

Sappiamo che molti protagonisti del vino italiano latitano online, ma in alcuni casi c'è una vera e propria proliferazione.

Il caso dell'AIS è un esempio positivo evidente.

Abbiamo infatti una presenza che va dal "cittadino", al "regionale" fino al "nazionale" con i 3 siti:
- Aismilano.it
- Aislombardia.it
- Sommelier.it

Certo esistono molti altri siti regionali o cittadini dell'ais, ma ci piaceva analizzare questo trittico.




Il sito nazionale dell'AIS si caratterizza per un ovvia ricchezza di contenuti, molti di indirizzo istituzionale (diventa Socio, l'Editoriale di Medri, eccetera).
La veste grafica, anche se rifatta da non molti mesi, non risulta molto efficace nel comunicare l'attività Ais. Certo alcune foto aiutano, ma il tutto risulta un pò anonimo.

A livello di navigazione, le colonne di destra e di sinistra con diversi menù confondono l'utente non facendogli subito intuire dove trovare alcuni contenuti.

Peccato anche che le news siano quasi nascoste in home page, relegate al fondo pagina.

Le pagine interne non brillano certo per chiarezza. Troppi box, animazioni, e una mancanza di organizzazione nell'impaginazione.

Molto spinta la newsletter, anche se la mancanza del vecchio Forum si fa sentire...

Il sito di AisLombardia colpisce subito per uno stile di comunicazione molto pulito ed ordinato, merito anche di una veste grafica che aiuta ad individuare i menù di navigazione, dalle aree di contenuto e di lancio.

L'impostazione è fortemente orientata ai contenuti con i box "In primo piano" e "Rubriche", anche se la colonna dedicata esclusivamente ai Corsi richiama i fini istituzionali.

Ampio spazio, tanto da sembrare il menù principale, è quello dedicato alle Delegazioni. In questo caso forse si poteva pensare di strutturare in modo diverso il menù. Anche perchè "nasconde" le voci che si trovano al di sotto del box di ricerca.
Lo sviluppo verticale dell'home page è anche troppo affollato, ma rimane comunque leggibile.

Le pagine interne rimangono bene organizzate e dove gli articoli sono più ricchi di testo è ottima la soluzione di eliminare una colonna verticale.

Tra i servizi la newsletter ed una ricchissima area Download ricca di contenuti utili ai sommelier, ma non solo.

Il sito di AisMilano non ha ovviamente la ricchezza di contenuti dei primi due, ma punta su uno stile grafico molto "vinoso" anche se non certo moderno.

Lo sviluppo del sito è quasi esclusivamente in orizzontale a differenza dei fratelli maggiori che puntano ad uno sviluppo verticale.

La navigazione è semplice (aiutata anche dal non elevato numero di contenuti).

Ottima la scelta di mettere subito a disposizione dei visitatori le ultime novità.
Anche qui la possibilità di iscriversi alla newsletter e di partecipare ad un quiz online per mettere alla prova le proprie capacità.

In conclusione, 3 siti continuamente aggiornati, che svolgono efficacemente il loro compito istituzionale, con poche sovrapposizioni ed uno stile proprio , che nel caso di Aislombardia risulta particolarmente valido, mentre nel sito nazionale andrebbe ri-organizzata la navigazione e la struttura delle pagine per renderle più chiare.

P.s.= Alessandro Franceschini che cura il sito Aislombardia è un caro amico, ma la valutazione che ho fatto del sito che gestisce è il più possibile oggettiva e non può comunque impedirmi di fargli i complimenti per come l'ha organizzato :-)

Etichette: , ,

giovedì 13 dicembre 2007

Consorzi alla riscossa!!! Online.

L'ottimo Franco Ziliani ha preso le veci di Wino ed ha anticipato la notizia della messa online del sito del Consorzio dei Vini di Valtellina (era ora!) ed il restyling del Consorzio dell'Oltrepò Pavese.

Vediamoli in dettaglio.

Il Consorzio dei Vini di Valtellina si presenta ai navigatori con una jump page di nessuna utilità per l'utente, anche perchè non colpisce certo per originalità o emotività.





Una volta entrati nel sito, colpiscono i colori, giocati sull'utilizzo di toni che variano dal grigio chiaro al.... grigio scuro.
Sicuramente freddi. Vero è che i vini di Valtellina sono vini di montagna, ma forse non valeva prendersi così alla lettera.

La navigazione invece risulta essere subito intuitiva, semplice e ben articolata.

Buona la quantità di contenuti (i disciplinari sono facilmente individuabili), mentre per lo stile di comunicazione alcune pagine sono anche troppo ricche di testo (vedi la presentazione in home page), altre sono un pò scarne e tendono ad evidenziare l'effetto brochure di tutto il sito. Anche perchè le news sono messe in secondo piano e sicuramente non sembra saranno aggiornate con particolare periodicità.
Ci saremmo aspettati molte più foto, visto anche la bellezza dei terrazzamenti valtellinesi.
In conclusione, un primo passo, timido, nel web, con una presenza molto istituzionale, ma poco carica di "calore", esattamente il contrario dei vini rappresentati.

Il sito del Consorzio dell'Oltrepò Pavese è un restyling di un sito esistente, quindi è logico chiedere di più rispetto alla prima uscita del Consorzio di Valtellina.

E così in effetti sembra esserlo da subito.
Colori caldi, ma senza inficiare una chiarezza di lettura subito percepibile.
Utilizzo di foto e grande attenzione sulle ultime novità, aggiornate in modo frequente.

Facile la navigazione, anche se avremmo reso il logo del Consorzio cliccabile per tornare in home page.

Grandi quantità e qualità di informazioni, tra cui il Piano dei Controlli Mipaf per la DOC Oltrepo’ Pavese aggiornata al 12 novembre 2007

Presente la newsletter, più una bella galleria fotografica ed altre utility, come le previsioni meteo della zona o la mappa satellitare di google.

Manca una comunicazione diretta con gli appassionati, come un forum o un blog, ma penso ci stiano già pensando.
In conclusione, un buono/ottimo sito istituzionale. Complimenti!

Etichette: ,

lunedì 3 dicembre 2007

Vino e Lusso: connubio obbligato?

Leggevo l'articolo di WineNews su "Il lusso si allea con internet... ma il vino resta indietro", ovviamente interessato all'argomento, visto che Wino si occupa del marketing del vino online.

Nell'articolo si parla di come alcune maison francesi di champagne e di moda italiana sfruttino in maniera "adeguata" il web, mentre molti produttori del vino italiano restano indietro.

Leggendo l'articolo però mi sorge un dubbio, perchè il vino dev'essere catalogato sempre come "lusso"?

E' verissimo che molte aziende vinicole hanno prezzi del vino che è ormai un lusso comprare, ma che soprattutto creano e si posizionano come aziende del settore "luxury", ma quante sono?

Che percentuale rappresentano del valore vino in Italia?
Se sono una minoranza perchè non si parla mai delle aziende vinicole di fascia alta, come accade nel mondo dell'abbigliamento o dei mobili?

Forse perchè le aziende vinicole, anche quelle che fanno vini di fascia media o bassa, hanno paura di presentare alcuni loro prodotti come "non lussuosi"?

Non è che la percezione comune ormai vede il vino come prodotto di lusso? Con gli ovvi vantaggi per certi produttori che possono scontare determinati prezzi(alti), ma anche con lo svantaggio che molti non consumano vino perchè ritenuto un lusso?

Ma se il vino è un lusso, perchè trovo bottiglie pregiate nei supermercati in condizioni pietose?
Forse che trovo una borsa di Bulgari al Carrefour o all'Esselunga?

In questo modo non si corre il rischio che il vino italiano perda di credibilità?
Secondo me sì...

Etichette: