giovedì 22 febbraio 2007

ITALIA.IT il paese di qualità? NO

Premessa 1: amo il mio paese, l'Italia, e mi sta antipatico chi ne parla male senza ragione.
Premessa 2: amo internet, con i suoi pregi e difetti.
Premessa 3: se sbaglio nel mio lavoro mi "cazziano"
Oggetto: www.italia.it non fa schifo, ma poco ci manca.

Per chi non lo sapesse italia.it è il portale nazionale dedicato al turismo, costato svariati milioni di euro e tempi biblici (almeno per il web, non certo per i lavori pubblici italiani).

Alcuni aspetti di progettazione web, veramente desolanti, tra cui:
- splash page in Flash, che non si vede su Mozzilla
- al centro della 2^ splash page un bell'orologio (cosa da 1996... forse).
- doppio click sul flash perchè non è stata implementata la "patch" per EOLAS

Ma rimaniamo in tema e proviamo a vedere come viene trattato il vino nel portalone:
- Area VISITA l'ITALIA: parte un'animazione flash con un classico paesaggio toscano di viti e colline, ma contenuti sul vino neanche l'ombra (forse entrando solo nei siti delle singole Regioni)
- Area COSA FARE(anche qui un'immagine su una cantina di vini). Esiste una sottosezione ENOGASTRONOMIA (forse ci siamo) che si suddivide in:
- Prodotti tipici
- Sulla tavola italiana
Vino? Salvo nelle foto non c'è niente nelle due sottosezioni, veramente spoglie.

Proviamo con il resto, anzi no, il sito è lento da morire, ed io devo anche lavorare, seriamente però... non come qualcuno che ci dovrebbe rappresentare...

Altri interventi sul portalone:
> Papero Giallo
> Mantellini 1 e 2

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martedì 20 febbraio 2007

1 Anno di Wino

Compleanno in casa Wino :-)
Scocca oggi il fatidico primo anno di vita. Era il 20 febbraio 2006 e si parlava in modo ironico del perchè aprire un blog, forse per pubblicare la teoria del penultimo vino o solo per riflettere sul Tavernello.
La Cina era di gran moda, ed anche se non era periodo si parlava di regali.
C'è sempre stata molta pubblicità cartacea, ma poco web, tranne nei casi dei Forum o dei blog che sbarcano al Vinitaly 2006, dove si sarebbe potuto votare ma non lo si è fatto.
E l'e-commerce? Bisognoso di un correttore. Meno male che il Barolo costa poco e che i produttori regalano vino, cosa che non succede al Vinitaly dove è facile farsi distrarre dalle veline anche se si sta dietro al bancone.

Nuovi vini e nuovi nomi non servono per chi non sente la crisi del vino e per chi finalmente si rinnova online, anche se un buon fatturato non salva da certe figuracce.
E c'è chi addirittura pensa di risolvere i problemi con qualche truciolo o esagerando con l'apertura delle cantine. Se non inventandosi una nuova fiera, forse un pò vuotina.

Ed allora ecco che i blogger si uniscono, non per diventare sommellier, ma per godersi un buon vino anche in una calda esatate.

C'è chi racconta storie, chi ne fa di sovversive, chi si rifa il look, e chi beve di meno.
Alcuni si ubriacano di calcio e di bollicine, altri investono oppure si riuniscono, ma comprare vino fa bene a tutti, così come leggerlo.

Pure i Russi non scherzano, nonostante i temporali e il caffè Squisito.
Certe volte poi basta un logo per evitare di rompere i vetri o di ripassare con la scatola.

Allora meglio unirsi, che rifare un consorzio, anche se Soave...
..... ...... ..... ..... e siamo solo a settembre, mancherebbero ottobre, novembre, dicembre e gennaio, ma visto che è il primo anno possiamo sorvolare :-)

giovedì 15 febbraio 2007

Derby irpino: Feudi di San Gregorio vs Mastroberardino


Dopo lo "scontro" a base di bollicine, stavolta dedichiamo l'attenzione alle due cantine irpine più blasonate e conosciute, che hanno il vanto di aver portato alla ribalta nazionale ed internazionale vini e vitigni campani.

Feudi di San Gregorio nasce nel 1986 dalla volontà delle famiglie Ercolino e Capaldo (o almeno questo abbiamo trovate in Rete, visto che sul sito non sembra sia presente la storia dell'azienda).

Mastroberardino affonda le sue radici addirittura nel 1700, quando il primo Berardino per la sua attività di vinificatore fu il primo "Mastro" artigiano. Purtroppo anche queste notizie le abbiamo reperite sulle Rete, sul sito non sono disponibili.
Per quanto riguarda il nome del dominio, notiamo con piacere che l'azienda è riuscita an entrare in possesso del dominio .it che a marzo 2006 era invece in mano ad una società che con il vino non c'entrava nulla.

Passiamo in dettaglio ai siti. Entrambi utilizzano teconologia flash con tutti i pregi e difetti del caso: emotività ed effetti visivi, ma anche lentezza per chi ha connessioni più lente, mancata immediatezza nell'accedere alle informazioni.

Il sito di Feudi lascia però un pò perplessi perchè l'home page da l'impressione che sia navigabile solo dalle etichette in alto, quando invece spostandosi con il mouse sullo sfondo nero si attivano gli accessi alle aree principali.

Quella di Mastroberardino è più usabile ed intuitiva, anche se l'uso dei pop-up per entrambi i siti risulta particolarmente fastidioso (oltre ad essere impedito molte volte dai software blocca pop-up).

La navigazione risente dell'utilizzo dei pop-up, ma comunque rimane abbastanza agevole. Risulta un pò ostica invece l'architettura dei contenuti, su entrambi i siti la logica con cui sono state organizzate le aree non è immediata.

Entrambi dedicano grandissima attenzione alla qualità delle immagini e delle fotografie, mettendo a disposizione del navigatore ampie collezioni di fotografie.

Le informazioni sull'azienda sono scarse in entrambi. Come abbiamo visto in nessuna vengono citate le origini esatte dell'azienda, che vengono solo evocate. Essendo cantine medio-grandi ci si aspetterebbe di trovare indicazione della struttura societaria o perlomeno di chi fa cosa.

Le schede vini sono molte complete su Mastroberardino (mancherebbe solo la descrizione delle annate per essere quasi perfette), mentre su quelle di Feudi sono ridotte all'osso, a meno di entrare nella sezione Download dove è possibile scaricare le schede più dettagliate in formato pdf e le etichette (ma allora perchè non collegare questi utili materiali alla scheda vini?).

L'aggiornamento è ottimo su entrambi a livello di news e comunicati. Feudi riporta nella Rassegna Stampa un articolo del 15/02/2007, mentre Mastroberadino una news del 29/01/2007.

Su Feudi è possibile iscriversi alla newsletter, mentre su Mastroberardino no, ma è presente, caso quasi più unico che raro, una sezione e-commerce, strutturata in modo semplice ed intuitivo.

Blog e forum non pervenuti.

In definitiva due siti più che sufficienti, con Mastroberardino che si fa preferire anche per la scelta di dotarsi di e-commerce.

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mercoledì 14 febbraio 2007

San Valentino

Tra gli auguri più belli di San Valentino a sfondo enoico segnalo quello dell'amico Luciano di Podere San Lorenzo titolato "Latin lover in Montalcino"

Certo che se il costo del vino, ed in particolare la zona del Brunello, continua su questi ritmi, tra poco costerà più la bottiglia che l'anello ;-))

Buon San Valentino a tutti, ma nel mio caso in particolare a Claudia che mi sopporta da tanti anni.

venerdì 9 febbraio 2007

Vinitaly? No, VinoCamp


Interessante iniziativa di Antonio Tombolini, che propone di organizzare un VinoCamp a Vinitaly 2007.

Ovviamente l'impresa appare ardua, ma proprio per questo ci piace.

Ma che cos'è un VinoCamp (evoluzione alcolica del BarCamp)?
Scopritelo sul post di Antonio...

Ovviamente faremo di tutto per esserci.

Aggiornamento: come immaginato trovare uno spazio al Vinitaly è come non trovare posto al MiWine. Nuova proposta.

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mercoledì 7 febbraio 2007

Ferrari VS Berlucchi. Scontro spumeggiante.


Nessun gossip aziendale in arrivo, ma solo un sano confronto tra i due siti web dei più famosi produttori italiani di bollicine.

Da una parte Ferrari F.lli Lunelli, fondata a Trento nel 1905, dall'altra il Gruppo Berlucchi nato da un'idea di Guido Berlucchi negli anni '50 a Borgonato, in provincia di Brescia.

Entrambi non sono solo produttori di vino, ma hanno diversificato le attività, Ferrari con l'Acqua Surgiva, la Grappa Segnana ed altre due tenute vinicole: Tenuta Podernovo in Toscana e Tenuta Castelbuono in Umbria.

Berlucchi con il Relais Franciacorta, la casa vinicola franciacortina Antica Fratta, con l'Hotel La Bollina e la Tenuta bolgherese di Caccia al Piano.

Ma veniamo ai siti.
Entrambi si presentano con un'aspetto grafico curato (con Berlucchi che si fa preferire).
Ferrari punta ancora su una start page evocativa, ma sinceramente superflua, in cui gli unici contenuti sono la scelta della lingua.
Berlucchi evita la start page, ma non rinuncia ad un'animazione in flash che occupa mezza pagina e che permette di accedere alla versione in inglese solo dopo che questa è terminata (17 secondi dopo, troppo).

La navigazione è semplice in entrambi i siti, ma entrando nel dettaglio dei contenuti, le pagine di Berlucchi sono molto più semplici da navigare, inoltre non essendo in tecnologia Flash, il loro contenuto è facilmente stampabile e si aggiunge con facilità ai Preferiti.
Non si può dire la stessa cosa del sito Ferrari.

Le schede vini anche in questo caso vedono una migliore collocazione sul sito Berlucchi, dove per ogni vino si propongono gli abbinamenti, oltre alle informazioni di dettaglio (caratteristiche del vino, zona di produzione, dati analitici). Sul sito di Ferrari le informazioni su ogni vino sono ridotte al lumicino.

Sull'azienda entrambe non danno molto spazio a chi si occupa di cosa. Ferrari indica in modo facile e grazie ad una cartina come arrivare in sede e che le visite "con brindisi" sono possibili con prenotazione gradita, mentre sul sito di Berlucchi è indicato solo l'indirizzo (quindi niente visite in cantina?...)

Passiamo all'aggiornamento: su Ferrari l'ultimo comunicato non si può dire recente: 4/12/2006, mentre la sezione Eventi è desolatamente vuota.
Su Berlucchi la sezione "Novità da Borgonato" presenta l'ultima news del 21/11/2006, non proprio "freschissima" (sempre meglio del sito Zonin)
Ovviamente nessuna traccia di corporate blog o community, ma neanche di una newsletter.

In conclusione due siti istituzionali-brochure, quello di Berlucchi forse leggermente migliore, ma da due grandi e blasonate aziende come queste, ci si aspetterebbe molto di più.

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