giovedì 26 ottobre 2006

Asta benefica di vecchie bottiglie

Lunedì 30 ottobre la Giunta di San Donato Milanese, dovrebbe ufficializzare l'uso della storica Cascina Roma per la II^ Asta benefica del Quintomiglio "Vecchie ma buone".
Fino ad allora devo trattenermi dal comunicare l'evento, ma è praticamente impossibile.

Soci ed amici si stanno adoperando in tutti i modi per recuperare bottiglie di prestigio o anche solo curiose e visto che manca solo un mese, non vedo l'ora di poterlo comunicare ad amici, parenti, e chiunque abbia voglia di partecipare, fisicamente e virtualmente.

Ho sempre partecipato con piacere alle aste benefiche sul vino, perchè in questo modo oltre a fare del bene, ti trovi con qualcosa in mano (ed in questo modo ho giustificato gli acquisti più costosi di vino :-))

Ma i veri benefattori sono coloro che donano le bottiglie e ricevono solo un "Grazie"(se ci fosse qualcuno così tra di voi, siete sempre in tempo ad inviare le bottiglie).

E poi diciamolo, vedere bottiglie di 30, 40 o 50 anni ancora lì integre, magari con l'etichetta un pò ammuffita, con la polvere che non sai se togliere o lasciare, ha un fascino notevole. Se poi il vino contenuto è ancora buono....

Alla I^ Edizione ci siamo divertiti molto, soprattutto perchè all'inizio i partecipanti erano titubanti, a malapena alzavano la paletta. Ma dopo i primi due lotti è stato un turbinio di rialzi. Chi si voleva aggiudicare la bottiglia del suo anno di nascita, chi la voleva regalare al figlio, chi si è consorziato per aggiudicarsi la bottiglia regina.

Speriamo vada altrettando bene questa. Inutile dire che siete tutti invitati !!!

Un grazie a chi ci sta aiutando a divulgare l'iniziativa:
> Marketing del Vino
> Giulio di Winesnob
> Imbottigliato all'origine
> Divino Scrivere
> Diario Enotecaro
> Lavinium
> Esalazioni etiliche
> Maisazi 1 e 2
> Newsletter AIS Lombardia
> Winelovers
> WineNews
... in continuo aggiornamento :)

Etichette:

lunedì 23 ottobre 2006

Valorizzare il turismo del vino con un termovalorizzatore

Si parla tanto di valorizzare il turismo del vino, di fare sistema.

Cosa c'è quindi di meglio di un termovalorizzatore, magari posto al centro di una zona vinicola importante come quella del Chianti Rufina?

Certo, forse sarebbe stato meglio un vinovalorizzatore, ma non è stato ancora inventato. Se però siete di quelli che preferiscono comunque il vinovalorizzatore al termovalorizzatore, leggetevi la denuncia di Franco Ziliani su Vino al Vino

venerdì 20 ottobre 2006

Grandi vini italiani, piccoli siti. Quando ci sono.

In previsione della II^ Edizione dell'Asta benefica "Vecchie, ma buone" ho visionato i siti web dei migliori produttori francesi: Rothschild, Château Margaux, Château Latour e Château Haut-Brion di cui avremo delle bottiglie all'asta.

Come c'era da aspettarsi grande cura nei loro siti web: foto artistiche e di alto livello, informazioni sulle vendemmie (Château Margaux addirittura descrive le vendemmie dal 1771 al 2005), storia e quanto si può sperare in un sito web (anche se forse esagerano con flash ed animazioni).

Mi sono chiesto se i vini italiani più blasonati hanno la stessa cura e così mi sono messo alla ricerca del sito della Tenuta San Guido che con il suo Sassicaia è tra i vini più famosi al mondo.
Il sito si trova subito all'indirizzo www.sassicaia.com ed in hp si presenta piuttosto spartano, ma con un'immagine forte (la famosa stella a 8 punte). Entrando nella sezione Italiana o Inglese ci ritroviamo davanti pagine semplici ed elementari(troppo) con le informazioni fondamentali sulla storia dei proprietari e del vino, ma niente dettaglio sulle annate e poche altre informazioni. L'ultima news è del 2004, così come il linguaggio grafico generale che si rifà a siti degli anni 90.
Molto poco per il più conosciuto vino italiano, soprattutto se confrontato con quelli francesi.
Altro sito è www.sassicaia.it, molto bello e completo (qui ci sono le informazioni sulle annate) fatto dall'Ordine dei "Cavalieri amanti del Sassicaia".

Caso isolato?

Pensiamo ad uno dei produttori più famosi della Valpolicella: Romano Dal Forno. Il sito web non esiste (o perlomeno non l'ho trovato), ma cosa ancor più anomala i domini romanodalforno.it; dalfornoromano.it; romanodalforno.com sono ancora liberi. Se qualche fan club del suo Amarone o Valpolicella vuol farsi avanti...

Passiamo a zona Barolo
Roberto Voerzio è nella stessa situazione di Dal Forno, sito web non esistente e domini .it liberi (anche qui il fan club è avvertito).
Giacomo Conterno non ha bisogno di presentazioni, così come il suo sito web www.conterno.it (praticamente il biglietto da visita cartaceo e basta).

Meglio fermarsi qui.
E pensare che ci sono tanti piccoli produttori italiani che sul web si fanno valere.

Comunque mi sa che preparo qualche email a Voerzio e Dal Forno. In cambio di una verticale, il sito lo faccio gratis :-))

Etichette:

martedì 17 ottobre 2006

Cotat..nta bontà in un bianco del '96

Non capita spesso di bere bianchi invecchiati (anzi per me e mia moglie è stata la prima volta di un bianco francese di 10 anni), ma ieri sera era una di quelle serate in cui c'è bisogno di tirarsi su di morale e così decidiamo di stappare un Sancerre "Les Monts Damnes" di Francis Cotat del 1996.

Già il tappo appena stappato porta con se un netto sentore di lievito di birra (quello fresco per intenderci). Versiamo nei calici, il profumo di lievito è evidente e forse un pò invadente. Aspettiamo qualche minuto.
Riproviamo e veniamo avvolti da sentori di pompelmo ed altri agrumi, sembra un bianco del 2005, altro che 10 anni.
In bocca una sensazione mista, di delicato e di deciso nello stesso tempo. La persistenza è buona, con una freschezza che ci stupisce ogni secondo.
I profumi continuano a variare, ritorna il lievito, si riconosce nettamente il sauvignon, ma ci sono anche note particolari, come di cioccolato bianco.

Un'emozione continua.

Dopo bottiglie così, mi rendo conto della bellezza di essere neofiti, hai la certezza che là fuori ci sono tantissimi vini stupendi che ti aspettano.

Etichette:

mercoledì 11 ottobre 2006

Il Gladiatore del vino

Torna l'accoppiata Russel Crowe e Ridley Scott. Dopo "Il Gladiatore", tocca a "Un amore per caso", film romantico, tra pochi mesi nelle sale, che racconta la storia di un broker finanziario londinese che alla morte di un vecchio zio, eredita la tenuta vinicola della Provenza con sconvolgimento della propria vita.

Hollywood ancora una volta punta sul vino (francese), ponendolo come sfondo ed ambiente per lo svolgimento di una storia romantica ed appassionata.

Ed in Italia?

lunedì 9 ottobre 2006

Oktoberfest del vino in Italia?

Leggo online "Si è conclusa con un record di presenze la 173esima edizione dell'Octoberfest, la tradizionale festa della birra che si è svolta a Monaco, in Germania. In diciotto giorni oltre sei milioni e mezzo di persone provenienti da tutto il mondo hanno consumato milioni di litri di birra".

Ma se fosse organizzata in Italia una festa simile, ma sul vino, avrebbe senso? E se sì, in quale città si potrebbe ospitare?

Aspetti positivi: se nel mondo quando dici birra pensi alla Germania è grazie anche all'Oktoberfest. Sei milioni di persone in diciotto giorni non so a quanto corrisponda di incremento PIL, ma qualcosa farà. Si risolve il problema delle rimanenze di vino, altro che distillazione.

Aspetti negativi: conoscendo l'organizzazione e la cultura di noi italiani la città che ospiterà l'evento assomiglierà a Genova dopo il G8. Svilimento del "prodotto vino" a bevanda da ubriaconi. Necessità di un calice di vino in vetro spesso un paio di centimetri per evitare un tappeto di vetro.

Vabbé... lasciamo stare... :-))

venerdì 6 ottobre 2006

Il territorio come bandiera

Ieri sera ho avuto la fortuna di partecipare ad una serata di degustazione di Champagne, presentata direttamente dal vigneron Christian Gosset. Per il resoconto e le foto della serata vi rimando alla pagina del Quintomiglio.
Quello che mi ha colpito di più (ma non è una novità per un produttore francese) è il continuo riferimento al suo territorio (Ay), ma non per "approfittare" dello stesso, ma come se la qualità del suo lavoro dipendesse prima di tutto da quello e poi, in minima parte, dal suo lavoro in vigna ed in cantina.

In pochi produttori italiani vedo la stessa modestia ed umiltà nei confronti del proprio territorio, che anzi talune volte, sembra una zavorra pesante con le sue tradizioni vinicole e con la sua storia.

Eppure potrebbe essere un vero valore, su cui credere e puntare, perchè in futuro, su prezzi e tecnologia ci potrà battere chiunque all'estero, ma sulla storia proprio no.

Etichette:

martedì 3 ottobre 2006

LaVis Cembra online

L'altra sera mi è capitata sottomano una bottiglia di Sorni Rosso della Cantina LaVis Valle Cembra. Vino semplice e ben fatto per il consumo quotidiano (uvaggio di Teroldego e Lagrein). Conoscevo già il più blasonato Ritratto Rosso e così, incuriosito dall'ottimo aspetto grafico dell'etichetta, mi sono messo alla ricerca del sito, ben posizionato su quasi tutti i motori di ricerca.

Il sito colpisce subito per un aspetto grafico molto curato, dalla struttura della pagina all'utilizzo di foto artistiche di stampo vinicolo.

Predomina in home page l'aspetto emozionale, con ampio spazio dedicato alla frase "La-Vis la forza del territorio e la sua gente", mentre il resto della pagina riporta ai siti delle cantine del gruppo ed alla versione in lingua inglese e tedesca.
Unico appunto a questa hp è che le 4 immagini animate, a parte l'ultima, non sono linkate (probabilmente perchè non si è ancora effettuata la scelta della lingua).

All'interno del sito, la coerenza grafica continua con foto e testi molto spaziati ed in maiuscolo (forse sarebbe stato preferibile usare il minuscolo per i testi descrittivi in modo da affaticare meno il visitatore).

Le schede dei vini sono facilmente raggiungibili e con scheda tecnica, buona l'area accoglienza, anche se magari sarebbe comodo trovare numeri di telefono, email o nominativi di persone deputate a questa importante attività.

Un vero peccato invece l'Area Stampa, completamente vuota, senza neanche una frase di avviso. In questi casi meglio oscurare la voce che lasciare le pagine vuote.
A fondo pagina un paio di link sbagliati: Privacy e Contatti, ma segnalato via email il problema alle 16.45, alle 17.11 ho già ricevuto risposta che saranno sistemati al più presto (quando si dice essere sul pezzo :-))

In definitiva (a parte piccolissimi appunti) proprio un bel sito, efficace e curato, coerente anche con l'impostazione grafica delle etichette dei propri vini.
Magari servirebbe puntare su un tocco di "calore" in più, indicando chi sono le persone che stanno dietro alla cantina, ma già rispondere all'email in pochi minuti è una forma di "calore" molto apprezzata online.

Etichette: