Difficile diventare sommellier Ais a tutti gli effetti? Per qualcuno no.
Se è vero il rumors apparso su WineNews anche il Papa potrebbe ricevere l'agognato titolo di Sommellier AIS. Certo un titolo onorifico ad un personaggio importante è sempre un'ottima mossa di comunicazione, ma avendo assistito alla consegna dello stesso titolo al Sindaco di Milano Letizia Moratti durante la prima giornata di MiWine, qualche dubbio sorge.
Difatti Franco Ricci è stato chiaro, non si tratta di un titolo onorifico, ma di un diploma in tutto e per tutto valido...alla faccia dei tre corsi da superare per noi umili mortali...







5 Commenti:
Non abbatterti, sei ancora in tempo per il prossimo conclave; fai prima a diventar Papa.
ma non ti credere che sia poi così difficile, fra un corso e l'altro c'è solo un colloquio formale e l'esame del terzo livello...se non lo passi la prima volta lo passi la seconda, oramai visto i costi altissimi, l'AIS alla fine promuove quasi tutti. Interessante l'articolo apparso invece su Il mio vino proffessional nel quale si denunciano molte attività "sospette" di franco ricci fra le quali il Master che fa a
Roma e che non ha alcuna valenza legale!!!
Ma il titolo di Sommelier Ais non l'aveva ricevuto anche Giovanni Paolo II??
Mi sembra di averlo letto sull'opuscolo che una volta l'anno arriva col Sommelier Italiano con l'elenco dei delegati regionali, e dei sommelier onorari...
Ciao, non voglio entrare nel merito della scelta dell’AIS, di cui faccio parte dopo aver sostenuto i vecchi tre esami che c’erano una volta, di conferire il titolo di sommelier onorario al papa e neanche contraddire Franco Ricci. Voglio solo riportarvi due articoli dello statuto che forse aiutano a comprendere (non a condividere) la scelta. Con il massimo rispetto per Ricci, penso che la distinzione tra Sommelier-Sommelier professionista e Sommelier onorario sia chiara e sostanziale.
L’Art. 5 (Categorie dei soci) dello Statuto Sociale AIS distingue tra 4 categorie: A) Sommelier – Sommelier professionista; B)Aspirante Sommelier; C)Sommelier Onorario e D)Sostenitore.
Il punto C) recita così: “Sommelier Onorario è chi, per chiara fama,capacità ed esperienza, ha operato con successo nel settore vitivinicolo ed enogastronomico e chi, pur non operando in tale settore, si è reso particolarmente meritevole per l’opera svolta a favore dell’associazione. I sommelier onorari sono nominati dalla giunta esecutiva nazionale e sono esonerati dal versamento della quota sociale.”
E in fondo aggiunge: “…i sommelier onorari e i sostenitori non hanno diritto di voto.”
Nel Regolamento di applicazione dello Statuto, l’Art. 6, riguardante la designazione dei sommelier onorari, recita: “…è necessario che, nella nomina a sommelier onorario, si tenga presente, al di là e al di sopra dei motivi di particolare rilevanza locale, la necessità che tale riconoscimento venga attribuito a persona che, nello svolgimento della propria attività, abbia una particolare, riconosciuta importanza per i fini politico-associativi dell’A.I.S.”
Spero di non essere stato troppo lungo e noioso, se così fosse: scusatemi!
Massimo
Ciao,dell'AIS di Roma si parla tanto.E questo è quel che conta, per Ricci.La comunicazione è stata fondamentale per la crescita dell'AIS Roma.Se per ottenere buoni risultati bisogna mettersi lo statuto sotto i piedi, come ci fa notare Massimo Sozzi,pazienza.
Del resto,come dice anonimo, non è difficile diventare sommelier e forse ,almeno il Santo Padre,non si vanterà di un titolo (legalmente riconosciuto dalla Repubblica Italiana)che nel contenuto vale sempre meno.
A quando un titolo di sommelier rilasciato dalla Santa Sede? Forse Ricci ci ha già pensato.
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