Barolo e Barbaresco due giorni alla scoperta delle Langhe Sabato 21 e Domenica 22 Novembre 2009
Dopo l'escursione nel cuore della Toscana vinicola, il tour nelle Langhe nelle terre del Barbaresco e del Barolo ha riproposto l'emozione della scoperta di un territorio vinicolo.
E che territorio!!!
Difficile far comprendere il fascino delle Langhe senza andarci. E' un fascino dettato dal silenzio, dal paesaggio e dai vini, che sembrano esprimere in modo ideale l'ambiente che li vede nascere.
Ma andiamo con ordine.
Sabato di buon mattino ci siamo ritrovati a San Donato per lasciare le nostre auto ed utilizzare il pulmino condotto dal bravo Nicola.
Alle 11.00, in perfetto orario siamo arrivati a Treiso, due bassi da Barbaresco, alla cantina Rizzi. Accolti dal patron Ernesto Dellapiana, abbiamo poi proseguito il giro in cantina con il figlio Enrico, che insieme al padre gestisce le scelte enologiche.
Enrico ci ha fatto scoprire non solo i vini di famiglia, ma ci ha anche permesso di assaggiare l'evoluzione dei suoi vini direttamente dalla botte.
E così abbiamo potuto assaggiare la base 2009 del Metodo Classico Brut (ebbene sì, anche a due passi da Barbaresco si può provare a fare Spumante) e tutti i Barbaresco (dal classico Rizzi, ai cru Nervo Fondetta, Pajore, Rizzi Boito) delle annate ancora in affinamento 2009, 2008, 2007.
Dopo il giro in cantina, grazie a Jole Dellapiana, sorella di Enrico, abbiamo potuto degustare i vini già in bottiglia accompagnandoli con salumi e formaggi della zona.
E così è toccato a Dolcetto 2006, Barbera 2006, Barbaresco Pajorè 2006, Barbaresco 2005, Barbaresco Fondetta 2005, Barbaresco Boito 2005. Livello qualitativo veramente alto, con punte di eccellenza sul Fondetta 2005 e Pajorè 2006.
Ma oltre al livello dei vini è stata l'accoglienza e l'ambiente che la famiglia Dellapiana è riuscita a trasmetterci. Un inizio giornata con i fiocchi.
Veloce tappa poi a Barbaresco, per visitare l'Enoteca del Barbaresco, assaggiare un paio di Barbaresco dei Produttori del Barbaresco e goderci un caffè parlando dei vini della mattinata.
Al pomeriggio ci siamo diretti a Verduno, per far visita alla cantina Castello di Verduno. Qui Franco Bianco ci ha accompagnato nella cantina di affinamento delle bottiglie (proprio sotto il Castello), raccontandoci la storia delle "due" cantine, perchè Castello di Verduno è la storia di un'unione famigliare, ma anche vinicola. Difatti Franco è originario di Barbaresco e proprietario di vigne di altissimo livello del vino omonimo. Gabriella Burlotto, moglie di Franco è invece di Verduno e produttrice di Barolo in primis, ma anche dell'ottimo Pelaverga di Verduno.
E proprio il Pelaverga di Verduno Basadone 2008 è stato il primo assaggio. A seguire due ottimi Barbaresco Rabaja 2003(ottimo per l'annata) e il 2004. Per chiudere un già pronto Barolo Massara 2003.
Poi pausa agli agriturismo per preparsi alla cena e tornare a Verduno per cenare nella Trattoria di Cà del Re di Verduno, dove Gabriella Burlotto ci ha deliziato con un'ottima cena a base di piatti tradizionali della zona, accompagnati da un ottimo Nebbiolo 2008 e Barbera 2008 sempre di Castello di Verduno.
Tornati agli agriturismo (Cascina Barin e Cascina Palazzo a Roddi) per dormire, il giorno dopo siamo stati accolti da colazioni abbondanti e buonissime. In particolare ringraziamo la Sig.ra Pinuccia di Cascina Barin, che ci ha fatto sentire come ospiti a casa sua, più che in una struttura ricettiva.
Tappa successiva, la bella cittadina di Barolo, con il suo castello e le viuzze che lo circondano. Qui abbiamo fatto un salto nella bella sala esposizione, completamente rinnovata da pochi mesi, di Borgogno, dove è possibile acquistare anche annate vecchie di quarant'anni. E grazie ad un incontro fortuito abbiamo potuto parlare due minuti anche con Oscar Farinetti, che ne è il proprietario, scoprendo che è stata predisposta una terrazza dove far spaziare la vista su tutta la zona. Peccato che la nebbia limitasse la visibilità a poche decine di metri.
Veloce passaggio poi all'Enoteca Regionale del Barolo situata dentro il Castello.
Ultima tappa è stata poi Serralunga d'Alba, affascinante nella nebbia langhigiana, con il suo castello che si protende in modo irreale verso l'alto.
Qui ci attendeva Luciano Pira dell'azienda Schiavenza. Luciano ci ha dedicato quasi tre ore, con un giro in cantina, ma soprattutto parlando di Barolo, delle scelte aziendali, di come interpreta il vino.
Un viaggio affascinante che si è concluso con una serie di assaggi decisamente interessanti e di alto livello qualitativo.
Iniziamo dai Dolcetto: Base 2008, Vughera 2008, per chiudere con il Sorì 2008 (veramente notevole). Barbera d'Alba 2007, e poi i Barolo Prapò 2002 e 2005, Barolo Broglio 2003, 2004(favoloso) e 2005. Vini che esprimeranno il meglio tra non meno di 3/4 anni, ma che già oggi ci hanno emozionato e coinvolto, grazie Luciano.
Per chiudere in bellezza il tour, ci siamo trasferiti di pochi metri nella Trattoria Schiavenza, dove accompagnati dall'ottimo Dolcetto Sorì 2008 ci siamo dedicati un pranzo/degustazione di portate tipiche: dalla carne battuta al coltello, ai tajarin, al brasato al barolo, ai dolci come la panna cotta. Qualcuno si è buttato anche sul tartufo.
In definitiva un giro di due giorni che non esaurisce la conoscenza di questa zona, ma anzi invoglia a ritornarci, magari con una bella giornata di sole.
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