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Ceraudo, vini di Calabria
Osteria Nuova - San Giuliano Milanese,
27 Maggio 2008

Ospiti dell'Osteria Nuova a San Giuliano Milanese, grazie all'ottima organizzazione di Roberto Florindi, abbiamo potuto conoscere i vini calabresi di Ceraudo.

Azienda giovane, ma con le idee chiare, presentate ed illustrate da Susy Ceraudo, figlia del titolare Roberto, giunta per l'occasione per presentare tutta la produzione vinicola dell'azienda. Azienda moderna con tradizioni antiche che ha deciso di puntare sulla qualità e su scelte nette come l'uso di soli lieviti indigeni.

E così abbiamo assaggiato:
1. Grisara 2007, vino bianco a base di Pecorello in purezza. Vitigno autoctono calabrese, su cui l'azienda punta molto. E con ragione, visto che di fronte abbiamo trovato un vino dai profumi intensi, che in bocca rimane fresco, pur chiudendo in modo deciso.

2. Petelia 2007, blend di Greco Bianco, Chardonnay e Magliocco (anche questo vitigno autoctono calabrese). Più intenso del precedente, con note dolci già al naso, che si ripresentano in bocca, ma senza risultare fastidiose, Interessante.

3. Imyr 2007, chardonnay in purezza. Vino senza difetti, molto intenso al naso ed in bocca, ma di minore personalità ed originilatà rispetto ai primi due.

4. Grayasusi Etichetta Rame 2007, rosato a base di Gaglioppo in purezza. Il "rosato calabrese" per eccellenza. Elegante al naso, si conferma in bocca con una struttura da "rosso" ma con una sapidità che mette voglia di berne ancora un calice e poi un altro...

5. Grayasusi Etichetta Silver 2007, rosato a base di Gaglioppo in purezza con affinamento in legno. Al naso è più intenso del precedente, ma perde in eleganza e con l'alcol un pò evidente. In accostamento a salumi piccanti è decisamente ben indicato.

6. Dattilo 2005, rosso da gaglioppo in purezza. Non pulitissimo al naso, ma con tanta personalità. In bocca il tannino è evidente, ma comunque deciso e piacevole.

7. Petraro 2005, blend di Gaglioppo e Cabernet Sauvignon. Sicuramente più piacevole al naso del precedente, ma con meno originalità. In bocca l'alcol è un pò evidente. Grande struttura.

8. Doro Bé 2001, passito a base di Magliocco. Veramente notevole. Molto particolare al naso, con sentori di frutti passiti, fichi secchi e miele. In bocca rimane morbido, molto avvolgente, ma con una bella acidità che lo rende fresco e molto bevibile.


Complimenti quindi a Ceraudo, che ha presentato vini molto interessanti.


Massimiliano Cochetti


Tutto pronto per la degustazione




La produttrice Susy Ceraudo


Roberto Florindi all'opera




Vini e tappi



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