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Il
viaggio di Quintomiglio alla scoperta del pianeta birra ha preso
finalmente il via.
Nel momento in cui avevamo pensato di organizzare
un corso interamente dedicato alla birra eravamo stati assaliti
da un ragionevole e cospicuo numero di dubbi.
Nonostante l’ampia schiera di persone che in questi quasi tre
anni di attività siamo riusciti ad aggregare attorno al
discorso vino, orientare la rotta verso la birra ci pareva un
azzardo.
Nell’immaginario comune del nostro paese la ‘bionda’ viene dipinta
come una sorta di parente "povero" del vino. Tentare
di attirare l’interesse su di essa rischiava quindi di trasformarsi
in un piccolo fallimento.
Ogni dubbio in proposito è stato fugato dalla prima lezione
del corso.
Ben ventuno soci hanno partecipato alla serata presentandosi armati
di una bilanciata miscela di entusiasmo e curiosità. Ad
accoglierli è stato Massimo Bombino, curatore della
Bomb's
Guide e profondo conoscitore del mondo delle bevande alcoliche,
che dopo una veloce panoramica sul cammino che seguirà
il corso, ha iniziato a narrare la storia della birra.
Una epopea millenaria che si perde nella notte dei tempi risalendo
addirittura fino all’epoca dei Sumeri. Le nozioni sono state intervallate
dalla degustazione di tre differenti tipologie di birre della
fabbrica di Birra Torrechiara. Un piccolo birrificio i
cui prodotti recano l’etichetta Panil.
Tra la prima e la seconda birra si è registrato un crescendo
di consensi. La Panil Blanche inizialmente apprezzata dalla
maggior parte dei presenti, ha dovuto inchinarsi di fronte alla
sua collega Panil Brune, una birra rossa scura caratterizzata
da un tenore alcolico più deciso. Chi si aspettava un ulteriore
crescendo è tornato a casa deluso.
La terza birra, la Panil Barriquée Sour, infatti,
ha lasciato interdetti i più. Per la precisione, li ha
letteralmente scioccati.
In realtà, si tratta di un ottimo prodotto che, tuttavia,
svicola dai canoni ordinari che i nostri soci si aspettavano da
una birra. La sua spiccata acidità ha fatto sì che,
nel degustarla, i presenti la avvicinassero nell’ordine: al sapore
del cotechino, del formaggio, della ruggine e addirittura dell’anestesia
odontoiatrica. Una gamma di sapori che difficilmente qualcuno
attribuirebbe ad una bevanda alcolica.
La degustazione dell’ultima birra ha rappresentato un passaggio
obbligato per chi desidera saperne di più sull’argomento.
Se non ci si arrischia a provare prodotti così particolari
in presenza di una guida esperta che ne sa esaltare i pregi e
descrivere le sfumature si rischia di invecchiare consumando sempre
e soltanto la solita bionda di marca ghiacciata...
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