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Quando il mio corpo ha sete bevo acqua
ma quando la mia anima ha sete bevo vino
Mario Soldati
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Tenuta Santomé
Mercoledì 16 agosto 2006

In occasione delle ferie estive sui lidi veneti, ne abbiamo approfittato per visitare la Tenuta Santomé, giovane azienda vinicola sorta da pochi anni in piena zona Piave.

L'azienda, guidata da Alan Spinazzè con la collaborazione del fratello William e di tutta la famiglia, rappresenta una moderna realtà vinicola ed è un esempio di come si possa cominciare da subito a produrre vini di qualità.

La Tenuta è ancora in costruzione per quanto riguarda la cantina di affinamento e la parte di ospitalità (presto sarà disponibile il bed & breakfast), ma già pienamente operativa per tutte le fasi della vendemmia.

Da segnalare a tal proposito l'innovativo impianto di vinificazione che tutela al massimo l'integrità dell'uva.

Alan, oltre ad essere il titolare, è l'enologo ed insieme a Marzio Pol si occupa di tutti gli aspetti della produzione.
Come vitigni l'azienda ha puntato principalmente sugli autoctoni Prosecco (coltivato sull'Isola Grave del Piave) e Raboso, sugli internazionali (ma qui di casa da sempre) Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, e infine su Chardonnay e Sauvignon Blanc.

Passando alla degustazione dei vini, abbiamo assaggiato:
- Prosecco Extra Dry: piacevole e fresco, con sentori di mela ed una buona acidità.
- Prosecco Brut: più complesso del precedente, con sentori di pane e lievito ed una piacevole struttura.
- Anna ’6 2005: blend di Prosecco, Chardonnay e Sauvignon per un vino semplice, ma non banale, con piacevoli profumi fruttati.
- Moro ’41 2005: blend di Cabernet, Merlot e Raboso Piave per un vino di pronta beva, buona acidità e profumi intensi
- Chardonnay 2005: penalizzato probabilmente da una temperatura troppo fredda, non è riuscito ad esprimersi al meglio.
- Merlot 2005: non prevede affinamento in legno, ma solo in acciaio, esprimendo al meglio tutti i profumi e la forza del vitigno.
- Cabernet 2005: composto da Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, conferma come il Piave sia una terra adatta a questo vitigno, che anche in questo caso non sente la mancanza del legno per l'affinamento
- Raboso del Piave 2002: buon esempio di Raboso perchè, anche se non supportato da una percentuale di uve leggermente passite, conferma la bontà di questo vitigno che a nostro parere è ancora poco considerato, ma che in futuro potrà certamente dare grandi soddisfazioni.
- Vigna dei Ciliegi 2003: da uve cabernet franc, cabernet sauvignon e merlot. Vino intenso e complesso, con una certa eleganza ed un ottimo retrogusto, abbinati ad una lunga persistenza.

Niente male quindi per un'azienda che non può vantare decenni di storia, ma che fa della professionalità e dell'attenzione a tutti i processi di vinificazione una sua peculiarità, senza dimenticare lo sforzo che tutti i giorni viene compiuto per far capire che la zona del Piave può produrre e già produce vini di alto livello qualitativo.

Cortile



Vigneti di Cabernet Franc

Botti Raboso

Degustazione



Alan




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