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Alla scoperta dello Jura (Francia) con i vini de Domaine de La Pinte
(Arbois)
Organizzata da La
Flute presso La
Taverna degli Amici - Milano
Grazie all'invito ricevuto da Delphine Veissere di
La Flûte,
abbiamo potuto incontrare Philippe Chatillon, produttore (vigneron)
del Domaine de La Pinte di Arbois, zona dello Jura.
Personaggio vulcanico che non si è limitato a presentare didatticamente
i suoi vini bianchi, ma ha accompagnato ogni vino con descrizioni appassionate
dei processi di produzione, ma soprattutto spiegando la sua filosofia
imperniata su una produzione veramente biologica.
Il primo vino della serata, accompagnato da un formaggio fresco e salumi
(mortadella tartufata e salume felino), è stato il AOC Arbois
Savagnin 2000, da uve autoctone dello stesso nome, rimasto in botte
per oltre quattro anni. Profumi di frutta candida, molto complessi,
con una nota ossidativa che andata via via sparendo. In bocca quasi
oleoso con una spiccata acidità, con sapori che ricordano i funghi,
molto lungo. Al primo sorso un pò spiazzante, ma ai successivi
sempre meglio. Trovato ottimo con il formaggio fresco.
Secondo vino, ancora più particolare del primo, è stato
il AOC Arbois Vin Jaune 1998, con quasi sette anni di botte alle
spalle. Intensità olfattiva elevatissima, come da vino fortificato,
poi si disperde lasciando ampi profumi di frutta secca. In bocca rimani
piacevolmente stupito dalla sua bevibilità e dalla mancanza di
alcool che invece ti aspetteresti dai profumi, veramente interessante(vino
da solo 13°). Con la grassa toma cuneese è stato un abbinamento
perfetto.
Da notare che è un vino che può raggiungere una longevità
eccezzionale, Philippe ha detto di averne bevuto uno del 1774 (esatto
proprio 1774) ed era ancora buono...
Per finire, l'AOC Arbois Vin de paille 2001, un vino da vendemmia
precoce e appassimento, sia sui fili grappolo per grappolo, che in cassetta.
Al naso fichi e albicocche secche, il tutto sovrastato da una nota di
oliva molto evidente. In bocca la nota di oliva diminuisce fortemente
lasciando spazio ad una dolcezza non stucchevole. Perfetto con il cioccolato,
ma anche con un Parmiggiano Reggiano invecchiato 48 mesi.
Serata quindi molto interessante che ci ha dato la possibilità
di conoscere dei vini francesi assolutamente originali e particolari.
Un grazie quindi a Philippe per la passione e a Delphine e a Axelle
per la splendida organizzazione.
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