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Capodanno in Chianti
31/12/05
- 02/01/06
Visto la bellissima accoglienza ricevuta in maggio
al Borgo Antico, abbiamo ripetuto l'esperienza di un viaggio
nel Chianti, ma questa volta in compagnia di quasi una decina di soci
dell'Associazione.
Dato il periodo di festività e nonostante le cantine fossero
chiuse, siamo riusciti a conoscere sempre meglio il vino italiano più
conosciuto al mondo: il Chianti, ed in particolare, visto la zona, il
Chianti Classico.
Abbiamo subito cominciato dalle Cantine
di Greve in Chianti, dove abbiamo potuto degustare:
- Chianti
Classico San Giusto a Rentennano 2003 (molta sostanza, ma anche
una punta di alcol eccessivo)
- Chianti
Classico Brolio di Barone Ricasoli 2002 (molto buono, buon equilibrio
e bevibilità)
- Chianti
Classico Villa Cafaggio 2002 (un pò troppo ruvido)
- Chianti
Classico Riserva 2001 Il Grigio di S.Felice (non ci ha troppo
convinto)
- Mormoreto
IGT 2001 di Frescobaldi (piacevole e bevibile)
- Solaia
2002 di Antinori (potenza ed eleganza insieme, ma a che prezzo)
- Vin
Santo di Carmignano 1999 di Capezzana (complesso, ma non stucchevole,
molto piacevole)
La sera del 31 dicembre, grazie alle abili mani di Patrizia e del suo
staff, abbiamo cenato con:
- crostoni al fegato, crostone al tartufo nero, prosciutto crudo toscano,
salame, porcaloca (prosciutto cotto d'oca) con crema ai carciofi, finferli,
ecc.
- tra i primi: risotto pere e gorgonzola, pappardelle fatte con farina
di castagne al ragù di cinghiale, tagliatelle ai porcini, tortelli
alla crema di limone
- per secondo, visto la riabilitazione della fiorentina, non
abbiamo potuto esimerci dal prenderne un 5 chili di pura carne chianina
- per finire ai dolci, fatti sempre in casa: cheesecake, torta al cioccolato,
tiramisù oltre agli immancabili cantucci con il vin santo.
Stefano ci ha invece invece fatto da Cicerone nel mondo del Chianti
Classico, proponendo di volta in volta:
- Chianti
Classico Villa Vignamaggio 2001 (molto bevibile e piacevole,
con un'ottima evoluzione dei profumi)
- Chianti Classico Riserva Rietine di Fattoria di Rietine 1998
(molto piacevole)
- Chianti
Classico Riserva Castello di Querceto 1997 (ottimo, con un evoluzione
continua, finchè è durato, di profumi e gusto)
- Chianti
Classico Riserva Villa Buonasera 1995 (avrebbe avuto più
tempo per aprirsi, ma l'incombere della fiorentina lo ha impedito)
Con i dolci abbiamo accompagnato Moscadello di Montalcino Capanna
2004 e poi Moscadello di Montalcino Vendemmia Tardiva 2000
sempre di Capanna.
Per concludere con l'ottimo digestivo all'alloro, veramente eccezzionale.
L'inizio del nuovo anno è iniziato come era finito quello vecchio,
seduti ad un tavolo del Borgo Antico a mangiare e a bere nuovamente.
Questa volta con un pranzo leggero, in cui segnaliamo il buonissimo
pepato alla fornacina, accompagnato da Chianti
Classico Brolio di Barone Ricasoli 2003 (non al livello del
2002, ma comunque piacevole) e Chianti
Classico Riserva Villa Buonasera 1999 (buono, anche se i tannini
un pò ruvidi davano l'idea di un vino giovane).
Alla sera, cena a San Gimignano, all'Osteria del carcere,
dove oltre a degustare ottimi tortini toscani e zuppe di farro, porcini,
ribollita e pappa al pomodoro, abbiamo avuto la fortuna di degustare
un Montevertine
2001 di Montevertine Vino giovanissimo, ma con una freschezza
unica, sparito dai calici in un battibaleno, un vero piacere.
A seguire un vino che era l'esatto contrario del precedente: Paretaio
2000 di Falchini, molto ruffiano ed iperconcentrato.
Il giorno successivo, ci siamo riforniti di bottiglie all'Enoteca
del Gallo Nero di Greve in Chianti, per poi proseguire con un'ottima
tappa a Strada in Chianti al Ristorante
Il Caminetto del Chianti, dove abbiamo degustato ottimi primi
(gnudi, tagliatelle all'anatra, ecc.) e secondi (tagliata alle erbe,
tartare, ecc) accompagnati da un semplice, ma piacevole Chianti
Classico San Felice 2003
Ripartiti alla volta di Milano, abbiamo ripensato con nostalgia a questi
tre giorni, resi indimenticabili dal calore di questa terra, ma in particolare
da Stefano e Patrizia del Borgo Antico che fanno dell'ospitalità
e dell'amore per la buona cucina un loro stile di vita.
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