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Si
sente tanto parlare di biodinamica, che per una sera, ne abbiamo
voluto parlare anche noi. Ma visto che la pratica segue la teoria,
abbiamo anche assaggiato cinque vini figli di questa modalità
produttiva.
Guida della serata Riccardo Vendrame di Amici
diVini che, nella prima parte della serata, ci ha illustrato
la storia del vino italiano degli ultimi vent'anni, dalla tragedia
del metanolo all'adozione della biodinamica da parte di sempre
più produttori.
Riccardo, che è anche enologo, ci ha illustrato le differenze
tra la produzione vinicola tradizionale e quella biodinamica,
suscitando molto interesse e parecchie domande da parte dei Soci
partecipanti.
Conclusa la parte teorica ci si è concentrati sui vini
in degustazione:
- Verdicchio dei Castelli di Jesi 2005 Terre Silvate di La
Distesa
- Sialis (pinot
grigio macerato sulle bucce per 8 giorni)2003
di Franco Terpin
- Langhe(nebbiolo) 2004 di Principiano
- Ros di Buri(merlot) 2003 di Meroi
- Amarone della Valpolicella 2000 Monte Dall'Ora
Vini molto diversi per aree geografiche, tipologie e costi, ma
senz'altro tutti notevoli per intensità ed eleganza. In
particolare il Sialis, che nonostante un colore abbastanza anomalo,
ha continuato ad evolvere nel gusto e soprattutto nei profumi
nell'arco di tutta la serata.
Molto interessante è stato degustare un vino ed avere sotto
mano la terra da cui proviene, un'esperienza veramente
utile che aiuta cioè a capire come diversi tipi di terreno
diano origine a vini tanto diversi.
E' quindi con estremo e sincero piacere che ringraziamo Riccardo,
che ci ha dedicato tempo ed attenzione e ci ha proposto vini di
produttori che credono fermamente nei metodi che utilizzano.
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