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ANTEPRIMA TAURASI
Taurasi (AV)
ven 2 e sab 3 dicembre 2005
Grazie all'invito gentilmente ricevuto dal Consorzio
di Tutela dei Vini d'Irpinia, abbiamo potuto partecipare all'anteprima
della vendemmia 2002 del Taurasi, il famoso vino irpino, ottenuto
da uve aglianico, che prende il nome dall'omonima cittadina.
Fin dal nostro arrivo, ci si è immersi subito
nei sapori dell'Irpinia, grazie alla possibilità di essere ospiti,
per la cena di venerdì, di Piero Mastroberardino, titolare
dell'azienda
di famiglia.
Qui in un ambiente informale, ma raffinato, abbiamo degustato alcuni
dei vini più significativi di questa storica cantina: Greco
di Tufo NovaSerra, Fiano di Avellino Radici, l'eccellente
Lacrimarosa, rosè ottenuto da Aglianico in purezza, per
chiudere con Taurasi Radici 2001 e Naturalis Historia 2000.
Il tutto accompagnato dalle piacevoli "invenzioni" della cucina
di Luigi Oliviero, de lamascheralocandad'autore di Avellino.
Grazie a lui e al suo staff abbiamo assaggiato una cucina del territorio,
reinventata, ma non stravolta.
Prima di lasciare l'azienda, Vincenzo Mercurio, enologo della cantina,
ci ha accompagnato nella visita della bottaia (più di 1300 tra
barrique e botti di diverse dimensioni e provenienza).
Sabato mattina, si è svolto il momento centrale dell'Anteprima,
con la degustazioni dei campioni dell'annata 2002.
Questa annata, come quasi tutto il resto d'Italia, è stata la
più piovosa degli ultimi decenni, determinando gravi problemi
nella maturazione dell'uva e nella sua raccolta, tanto che una cantina
come Mastroberardino ha deciso di non produrre il Taurasi 2002.
Nonostante questo, molte cantine hanno proposto la loro interpretazione
per questo millesimo.
La degustazione, svolta alle cieca, ha permesso anche di degustare sette
Aglianico 2004 ed una selezione di Taurasi di altre vendemmie
99, 00 e 01. Per i Taurasi 2002, venti vini di diciannove cantine,
abbiamo trovato sette vini tra buoni e l'ottimo. di cui tre decisamente
ottimi (nell'ordine Caspariello,
La
Casa dell'Orco e F.lli
Urciuolo).
A dimostrazione che anche in annate difficili, con fatica e molta attenzione
in vigna e cantina, è possibile ottenere prodotti interessanti.
Per quanto riguarda la valutazione dell'annata, nella nostra
scarsa conoscenza del vitigno Aglianico, ci siamo basati sui vini assaggiati
nelle tre vendemmie precedenti. La differenza, se pur netta, non è
stata così elevata, tanto da meritare da parte del sottoscritto,
una valutazione leggermente superiore alle due stelle.
Sabato pomeriggio si è poi proseguito, nella tensostruttura al
centro di Taurasi, con l'incontro-dibattito tra stampa e produttori,
moderato da Carla Capalbo di Decanter
e che ha visto la partecipazione di Piero Mastroberardino e Antonio
Buono, Presidente del Consorzio, nonchè Sindaco di Taurasi. Nel
corso del dibattito è stato reso pubblico il giudizio sull'annata
2002, che ad esclusione di una votazione di 4 stelle, ha visto
pareggiare le votazioni tra 2 stelle (13 voti) e 3 stelle(13
voti).
Più interessanti delle stelle, sono state le valutazione
fatte da giornalisti e produttori sugli aspetti positivi e negativi
dei vini del 2002.
Alcuni hanno rilevato come molti vini avessero una predominanza del
"legno" non propriamente piacevole, per qualcuno dovuto ad
uso "ingenuo" delle botti, per altri, dalle caratteristiche
dell'uva del millesimo che non erano in grado di sopportare un certo
uso dello stesso.
Ci sono stati comunque un buon numero di produttori che hanno lavorato
molto bene, dimostrando una certa maturità del comparto vinicolo
di Taurasi.
A livello di invecchiamento, non sarà certo un millesimo da ricordare,
ma permetterà di avere Taurasi ottimamente bevibili già
a partire dal 2006.
Finito il dibattito, si sono aperte le degustazioni per gli operatori,
ma approfittando della disponibilità di Antonio
Caggiano, abbiamo fatto visita alla sua cantina, scavata nella
roccia di Taurasi.
Antonio, di cui abbiamo apprezzato anche le foto da lui realizzate,
ci ha fatto assaggiare un ottimo Taurasi 99, caratterizzato da
un'estrema potenza in bocca, con un tannino molto evidente, ma solo
negli istanti iniziali, per poi scomparire e lasciare una pulizia in
bocca veramente notevole e con un'acidità spiccata che metteva
voglia di riempirsi nuovamente il bicchiere.
Finito il giro in cantina, Antonio Buono ci ha invitato per la cena
presso la cantina cooperativa Antica
Hirpinia, di cui è socio insieme ad altri 170 viticoltori.
La cantina, realizzata negli anni 70 e poi abbandonata, è stata
completamente ristrutturata e dotata di strutture ricettive per convegni
e ristorazione. Anche qui abbiamo potuto apprezzare la cucina irpina,
accompagnata dai vini della cantina: Greco di Tufo, Donna
Elenora Irpinia Fiano ed ovviamente dal Taurasi 2002.
Il mattino dopo, allietati questa volta da uno splendido sole, abbiamo
ripreso la strada di casa, lasciandoci alle spalle il dolce paesaggio
irpino.
I ringraziamenti, non dovuti ma spontanei, vanno a Raffaele Del Franco
e Paolo De Cristofaro, che hanno ottimamente organizzato l'evento, alle
istituzioni di Taurasi, che hanno dimostrato di avere a cuore il loro
prodotto più famoso ed infine a Maurizio Paolillo di Porthos,
che mi ha gentilmente scarrozzato per due giorni.
Massimiliano Cochetti
Altri articoli sull'Anteprima 2002
- Maurizio
Paolillo su Porthos
- Roberto
Giuliani su Lavinium
- Fabio
Cimmino su L'AcquaBuona
Il
Comunicato ufficiale con l'assegnazione delle 2 stelle all'annata 2002
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